Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Rassegna Stampa

Conta la testa: Veretout asso nella manica?

Il francese ora deve essere l’uomo in più di Mourinho

Tre partite diverse, da affrontare – come dice lo stesso Mourinho – utilizzando “la testa più che il cuore”. Si comincia col Bologna, ma per certi verti la più insidiosa. Da Trigoria si racconta che la Roma sia tornata esausta da Leicester, complice anche un controllo di sicurezza più lungo del solito.  Ma la squadra di Mihajlovic non fa sconti a nessuno. Ovvio, però, che arriverà all’Olimpico per fare la partita. Quindi toccherà ai giallorossi sbloccare il match per poi giocare negli spazi, come predilige.

Discorso diverso, invece, quello contro il Leicester. Mourinho sa che la squadra di Rodgers difficilmente imposterà la partita come all’andata, assediando la Roma fin dall’inizio, il suo obiettivo sarà quello che i padroni di casa, spinti dal pubblico, lascino dietro la linea difensiva quegli spazi in cui i suoi attaccanti sono abili a muoversi. Proprio la profondità sarà ciò che la Roma andrà a cercare il 9 maggio contro la Fiorentina. Dopo il doppio flop contro Salernitana e Udinese, la Viola dovrà fare una partita d’attacco per cercare l’assalto al quinto posto. In quel caso, potrebbe essere proprio la squadra di Mourinho a poter approfittare degli spazi a disposizione. L’asso nella manica? Il ritrovato utilizzo di Veretout, che può far sia da centrocampista di posizione che da incursore a seconda del bisogno. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa