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Una Roma mai vista: dal Feyenoord al Ludogorets, 106 giorni dopo si torna in Europa

106 giorni dopo si ritorna a giocare in una competizione europea

Mady Camara spera, “Preparazione verso l’Europa League. Daje“, dice. E chissà che domani non tocchi a lui, seppur arrivato da poco. Il centrocampo della Roma, in questo momento, ha bisogno di forse fresche e di dinamismo. Matic e Cristante? Ne basta uno, poi si vedrà, perché dopo il Ludogorets c’è l’Empoli e si gioca sempre, si sa (giovedì 15 con l’Helsinki, quindi con l’Atalanta, prima della sosta per le nazionali).

Il buco a centrocampo e in difesa mette in preallarme più di un giocatore, che si augura di trovare spazio in queste partite, magari già da domani sera in Bulgaria. Sperano tutti, da Svilar a Bove, fino a Belotti e, appunto, Camara, pur non essendo ancora al top della condizione. Abraham non ha nulla (non si è sottoposto ad accertamenti) di che alla spalla, lui vorrebbe giocare ma forse gli tocca guardare ed è strano per uno che lo scorso anno è stato spesso decisivo in Conference.

C’è anche Dybala che non si arrende, lui che addirittura – gonfio di tanta Champions – l’Europa League non l’ha mai giocata e domani sarebbe un esordio, un’esperienza mistica. Una ripartenza dal gradino più basso, ma questo per ora passa il convento e a Trigoria, l’Europa League, resta un obiettivo vero. Pellegrini e Zalewski ci saranno, così come sembra molto probabile Celik dall’inizio, andrà a concedere un turno di riposo a Karsdorp.

Il vero dilemma è in difesa, visto che in tre si gioca e tre sono a disposizione. Un paio di soluzioni. La prima: passare alla difesa a quattro, risparmiando un centrale (Kumbulla è out). La seconda: inserire Viña come centrale di sinistra, un ruolo ricoperto spesso nelle amichevoli estive, pur non convincendo a pieno. Mourinho non ama il turnover massiccio, quindi non ci aspettiamo di vedere una Roma rivoluzionata, ma di sicuro sarà diversa in qualche elemento che fino a ora abbiamo visto poco.

Lo scrive Il Messaggero.

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