Se cambiare tecnico due volte nel giro di appena sei mesi è sinonimo di confusione, figuriamoci cosa possa significare se a decidere di farlo è la squadra campione d’Italia in carica. È quello che è capitato al Napoli, prossima avversaria della Roma nella super sfida del prossimo sabato sera. Gli azzurri guidati da Walter Mazzarri non sono comunque da sottovalutare e, al netto di un periodo recente semplicemente disastroso, si trovano più avanti dei giallorossi in classifica e possono ragionevolmente sperare di imporsi all’Olimpico aumentando il distacco dalla squadra allenata da José Mourinho.
Il tracollo interno dello scorso martedì in Coppa Italia contro il Frosinone, con i gialloblu che si sono imposti al “Maradona” con il risultato finale di 0-4, è arrivato dopo due vittorie consecutive importanti arrivate contro Braga e Cagliari. Contro i portoghesi il Napoli ha ottenuto la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League, mentre contro il club rossoblu gli azzurri si sono portati momentaneamente al quinto posto in classifica.

L’arrivo di Rudi Garcia e il crollo del Napoli
Sono tante le difficoltà che i campioni d’Italia in carica hanno dovuto affrontare da inizio stagione: tanto per cominciare, la città di Napoli ha dovuto metabolizzare la partenza di Luciano Spalletti, artefice dello storico trionfo partenopeo e vecchia conoscenza anche dei tifosi della Roma. Il tecnico di Certaldo era stato capace di creare un ambiente perfetto intorno ai calciatori, riuscendo nell’impresa di mantenere compatto un ambiente che negli ultimi anni era stato solito disunirsi nei momenti più delicato. Sul campo invece Spalletti aveva dato un’identità riconoscibile alla sua squadra, con un 4-3-3 che portava i suoi uomini ad aggredire sempre l’avversario pur senza concedergli spazi alcuni. In breve, una macchina perfetta.
Ogni macchina perfetta ha bisogno di tutti gli ingranaggi per funzionare bene, e a Napoli con la sostituzione di Spalletti con Rudi Garcia, altro ex Roma, le cose sono ben presto precipitate. La scelta di cambiare tanto sin da subito in termini di proposta di gioco e di non optare piuttosto per una transizione graduale ha portato disordine all’interno dello spogliatoio, con la squadra che ha dato sin da subito la sensazione di non seguire Garcia. L’accusa di aver finto di non sapere nulla del passato recente alla fine è costata la panchina al tecnico francese, che è stato esonerato a metà novembre.

Si riparte da Walter Mazzarri
Al suo posto il presidente del Napoli ha scelto l’usato sicuro chiamando in panchina Walter Mazzarri, già allenatore dei partenopei dal 2009 al 2013 con grandi risultati ottenuti. Accolto in maniera calorosa da una piazza che certamente non dimentica il passato, ha avuto un approccio totalmente diverso da quello di Garcia. Tanto per cominciare, ha ridato importanza nello spogliatoio alla voce dei leader della scorsa stagione, creando sin da subito un buon rapporto con Kvicha Kvaratskhelia, Victor Osimhen e capitan Giovanni Di Lorenzo. Anche dal punto di vista tattico l’idea di Mazzarri è stata quella di un ritorno netto ai tempi di Spalletti, con l’idea di ripartire da alcune certezze. Fin qui il lavoro è però riuscito solo in parte, complice anche un inizio proibitivo dal punto di vista del calendario. Nelle sue prime quattro gare alla guida del Napoli, Mazzarri ha affrontato Atalanta, Real Madrid, Inter e Juventus, vincendo solo contro i bergamaschi e perdendo le altre tre sfide. Sono arrivati poi i già citati successi con Braga e Cagliari e la sconfitta a sorpresa in Coppa Italia contro il Frosinone.
Cosa deve aspettarsi la Roma?
Sicuramente una squadra combattiva. Il gruppo è compatto attorno al suo tecnico e la voglia di rivalsa dopo la debacle di coppa sicuramente sarà benzina in più per il motore di questo Napoli. Kvaratskhelia e Osimhen hanno ricominciato a trovarsi come sempre facevano durante la scorsa stagione e come sembravano aver dimenticato di fare nella prima parte del campionato in corso. Non una buona notizia per gli uomini di mister Mourinho, che tenteranno di arginare la coppia gol del Napoli e di togliere certezze già dalle prime battute a una squadra che si presenterà all’Olimpico comunque sull’orlo di una crisi di nervi. È la classica partita su cui è davvero difficile sbilanciarsi in pronostici, non resta che aspettare sabato sera.



