Roma, anche Paratici tra i ‘consiglieri’ dei Friedkin: suggerita l’opzione italiana per ripartire

Vertici londinesi, consigli e differenze di vedute: i Friedkin dall'estero sceglieranno il nuovo tecnico della Roma. E spunta la possibilità di Paratici come nuovo 'consulente' esterno del club

NEWS SLR – Da poco più di 24 ore la Roma ha deciso di defenestrare il secondo allenatore di questa sfortunata e complicatissima stagione. Dopo Daniele De Rossi, Dan Friedkin ha ordinato dall’estero l’esonero anche di Ivan Juric, che era stato chiamato in fretta e furia a metà settembre su suggerimento di Lina Souloukou (e dell’agente Beppe Riso).

I risultati catastrofici hanno indotto la proprietà a cambiare nuovamente. Una svolta che si è intrecciata necessariamente con il clima di furente contestazione che imperversa in città da cinquanta giorni e che ieri è sfociato nell’abbandono dello stadio da parte di migliaia di tifosi giallorossi, ad inizio ripresa, del match poi perso 3-2 contro il Bologna.

Il protocollo di crisi a Trigoria (ma forse dovremmo dire a Houston o dovunque i Friedkin abbiano volato negli ultimi cinquanta giorni) era già iniziato da tempo: Juric non era mai stato digerito dalla stragrande maggioranza dei giocatori, alcune scelte e dichiarazioni del tecnico croato hanno determinato una frizione insanabile che era stata già portata all’attenzione di Friedkin da Ghisolfi nelle ore successive al disastro di Firenze. Allora però il proprietario romanista ha ordinato di provare ancora a puntare sul croato, senza comprendere i confini reali della crisi sportiva che si stava/sta abbattendo sulla Roma in questa stagione.

Friedkin incontra Paratici: il casting allenatore prosegue

E’ improbabile supporre dunque che i Friedkin abbiano iniziato solo ieri a condurre i primi sondaggi esplorativi per la nuova guida tecnica. Anzi. Diverse voci ufficiose raccontano che nel corso di alcuni meeting tra Londra e Parigi, i proprietari giallorossi abbiano incontrato una serie di figure – tra agenti, dirigenti, consiglieri di varia natura – che hanno suggerito loro altrettanti scenari sportivi.

Intermediari che ovviamente hanno interessi diretti e indiretti a spingere la proprietà giallorossa a seguire il proprio consiglio, per stringere nuovi legami che poi si irradieranno potenzialmente anche sulle future strategie di mercato. Non è un mistero che ciò accada, una prassi invalsa nel mondo del calcio moderno a livello europeo.

Tra questi c’è anche il profilo di Fabio Paratici: l’ex dirigente bianconero, squalificato a marzo 2023 per il caso plusvalenze, è inibito per 30 mesi ma la FIFA con una sentenza di un anno e mezzo fa ha aperto formalmente alla possibilità che lo stesso possa operare da consulente esterno. Un ruolo che Paratici occupa da mesi in forza al Tottenham e a Postecoglu, attuale tecnico degli Spurs.

Nel corso del contatto avvenuto con Ryan Friedkin la scorsa settimana, Paratici – che potrebbe assumere nel prossimo futuro un ruolo operativo nel club giallorosso qualora si stringesse un rapporto duraturo con la proprietà – ha sottolineato la necessità per la Roma di ripartire da un tecnico italiano. Non un traghettatore, bensì un big. 

Friedkin, multiproprietà

Tre italiani e una panchina

Da qui, probabilmente, sono sorte le prime interlocuzioni (dirette) con Mancini, (indirette) con Allegri e Sarri. L’ex CT della Nazionale, resta il nome in pole per una serie di considerazioni: come riferito da più fonti di informazione, ha avuto un contatto diretto con la proprietà e ha posto delle condizioni chiare.

E’ disposto a subentrare in corsa ed è convinto di poter rivitalizzare la rosa giallorossa. Ha chiesto 2 anni e mezzo di contratto per una cifra vicina ai 6 milioni di euro, più sei acquisti sul mercato di gennaio. Condizioni che sono ancora al vaglio della proprietà, così come il suo passato laziale che potrebbe incidere sulla scelta finale visto il clima di accesa contestazione del pubblico romanista.

Per questo non è da escludere che il presidente giallorosso si stia muovendo sugli altri due fronti, tramite l’intercessione di figure vicine agli ex tecnici bianconeri, sopra citati.

Smentita seccamente la presenza dei Friedkin nella capitale (zona Ladispoli), come affermato da da Matteo De Santis della stampa attualmente sarebbero a Londra ed è probabile che da questi nuovi vertici – in continuità con quanto avvenuto la scorsa settimana – tra la serata di oggi e le prime ore di domani, si arrivi a definire l’accordo con il nuovo tecnico. Un modus operandi che conferma oltremodo come l’operatività di Ghisolfi sia assolutamente perimetrata.

Al vaglio resta la possibilità di una candidatura straniera, sospinta dalle volontà di Dan Friedkin, che più del figlio, è sempre stato affascinato – Mourinho docet – dal profilo estero. L’ipotesi Terzic però è stata da più parti smentita già questa mattina, mentre le soluzioni Potter e Lampard appaiono due azzardi enormi.

 

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8 Commenti
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Federico
1 anno fa

Noi siamo tifosi molto molto particolari ,noi non siamo mai stati dentro nessun illecito sportivo quindi paratici anche no, dopodiché dal 2010 al 2024 la Roma degli americani con squadroni non è riuscita vincere neanche 1 coppa Italia ,questi avevano azzeccato 1 allenatore per farci vincere un trofeo dopo si sono persi come gli altri arrivati questo punto direi Liberate LA ROMA E ANDATE VIA VOI SIETE IL CONTRARIO DEL CALCIO.

Franchino
1 anno fa

D’accordissimo con l’allenatore italiano meglio ancora se romanista, richiamerei DDR e Sor Claudio come DS ma per favore Paratici no !
A questo punto perché non prendere Moggi è senza contratto !?
La gente ha la memoria corta e non è colpa dei telefonini…

Valter
1 anno fa

Fermiamoci ad un allenatore “profilo alto” italiano (Mancini/Allegri) che chiederà sicuramente garanzie per il prossimo anno incominciando dal mercato di gennaio . Assolutamente no ad allenatore straniero o traghettatore italiano . Personalmente manderei via anche Ghisolfi e al suo posto naturalmente un italiano .

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1 anno fa

Non mi dispiacerebbe Paratici!

Commento da Facebook
1 anno fa

Dirigenza italiana prima di tutto….poi Ranieri fino a giugno con ruolo di dt per il prossimo anno…avete 7 mesi per risanare sto circo

Don
1 anno fa

Paratici, al di là del suo passato e del suo “saperci fare”, è l’unico con un po’ di sale in zucca. Il problema è se nella zucca degli assenteisti americani qualcosa entra.
In che mani siamo….

Commento da Facebook
1 anno fa

Pista italiana, allenatore di livello, allegri non viene, l’unico nome è mancini

Commento da Facebook
1 anno fa

La pista italiana è quella da percorrere

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