Il legame tra Francesco Totti e la Roma è indissolubile per molti tifosi e osservatori. L’idea che il Capitano possa restare lontano dalla società è percepita come un controsenso. Tuttavia, il ritorno non si è ancora concretizzato, e le ragioni sembrano andare oltre il romanticismo.
La posizione dei Friedkin: niente mosse simboliche
L’attuale proprietà della Roma ha dimostrato apertura verso figure iconiche del club, richiamando in momenti diversi Daniele De Rossi e Claudio Ranieri. La mancata convocazione di Totti, però, non è legata a preclusioni personali, ma alla difficoltà di trovare un ruolo che corrisponda alle sue ambizioni. I Friedkin sono consapevoli del desiderio di Totti di avere un’incidenza concreta nell’area tecnica, evitando posizioni meramente rappresentative come quella di ambasciatore.
Il passato che pesa sulle scelte
Il distacco tra Totti e la Roma risale a oltre cinque anni fa, quando la società era guidata da James Pallotta, con Guido Fienga come amministratore delegato e Franco Baldini come figura influente. La decisione di non coinvolgere Totti nelle scelte tecniche, come nel caso della nomina di Paulo Fonseca, fu uno dei punti di rottura. Nonostante il suo suggerimento di affidare la squadra a Claudio Ranieri nel momento di crisi, Totti si trovò spesso emarginato dai processi decisionali.
Il dilemma del ritorno
Se da un lato Totti non vuole rivivere l’esperienza di sentirsi escluso dalle dinamiche tecniche, dall’altro i Friedkin non intendono riportare a Trigoria una figura così rappresentativa senza un progetto solido e condiviso. La possibilità di un ritorno era stata presa in considerazione tre anni fa, ma la proprietà preferì rimandare. Ora il tema rimane aperto, ma sembra chiaro che entrambe le parti dovranno trovare un punto di equilibrio per rendere possibile un nuovo capitolo insieme. Lo riporta il Corriere dello Sport.



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