Roma, la strada per l’Europa passa dal derby: Baroni affila la Lazio tra pressing e ripartenze

La squadra biancoceleste corre e verticalizza, ma all’andata fu dominio romanista: ora serve il bis

Roma, Derby, Curva Sud, Lazio

Il derby non è mai una partita come le altre. Ma quello che si giocherà domenica all’Olimpico vale più di tre punti, più di una bandiera, più di un coro. È un confronto cruciale che profuma d’Europa e sa di resa dei conti cittadina. Roma e Lazio arrivano al bivio della stagione separate da uno scarto minimo, due punti appena, con l’obiettivo Champions che lampeggia davanti agli occhi di entrambe.

I biancocelesti, reduci dalla vittoria di Bergamo, hanno scavalcato proprio la formazione di Ranieri, ma la Roma non ha intenzione di restare a guardare. Il pareggio con la Juventus ha rallentato la corsa, ma i giallorossi sanno bene che le grandi risposte, nella Capitale, passano da partite così. All’andata è stato dominio romanista: 2-0 secco, firmato Pellegrini e Saelemaekers, in una notte in cui si è respirata l’aria del risveglio. Ora, però, si rigioca tutto. E in un derby come questo, non si cerca vendetta: si pretende conferma.

Baroni

Baroni e la svolta tattica: una Lazio più muscolare e verticale

La Lazio di Baroni ha compiuto un’evoluzione tattica significativa nelle ultime settimane. Se inizialmente il tecnico aveva insistito su un 4-2-3-1 con Dia alle spalle della punta, ora il modulo si sta trasformando in un 4-3-3 più robusto e dinamico. Il cambiamento principale riguarda l’inserimento stabile di Dele-Bashiru a centrocampo: il nigeriano aggiunge fisicità e capacità di strappo, alternandosi tra il ruolo di mezzala e quello di trequartista. Il suo dinamismo e la sua propensione ad attaccare la profondità rappresentano una minaccia soprattutto contro squadre come quella di Ranieri, che soffrono le transizioni rapide.

La nuova conformazione consente alla Lazio di mantenere un baricentro più alto in fase di possesso e di attivare con maggiore frequenza le corsie esterne. Baroni ha chiesto alla sua squadra di essere più aggressiva senza palla e più fluida nella circolazione, puntando sulla rapidità di passaggio per sorprendere gli avversari. Il pressing alto, accompagnato da una difesa che prova a restare compatta e pronta alla copertura, è diventato un marchio di fabbrica della gestione attuale.

Rovella

Le chiavi del gioco: un centrocampo che corre e comanda

A garantire equilibrio e ritmo alla manovra ci pensano Rovella e Guendouzi. Il primo agisce da regista basso, ma non disdegna l’interdizione e gli inserimenti centrali, mentre il secondo è il vero motore della squadra: corre ovunque, imposta, recupera e si inserisce. È lui a toccare più palloni tra i biancocelesti e a rappresentare il punto di riferimento in entrambe le fasi.

L’ampiezza resta comunque una delle principali armi offensive della Lazio. Anche senza Nuno Tavares, fuori per infortunio, la catena di sinistra con Zaccagni resta la più pericolosa. L’ex Verona, partendo largo e rientrando sul destro, è spesso la miccia che accende le sortite offensive laziali, soprattutto quando trova spazio lasciato libero dai movimenti a scalare dei compagni. Il suo duello con chi presidierà la fascia destra giallorossa sarà uno dei più interessanti del match.

Zaccagni, Serie A

Attenti a quei tre: Zaccagni, Dele-Bashiru e Guendouzi

Zaccagni, come spesso accade nei derby, sarà uno degli osservati speciali. Con le sue accelerazioni e la capacità di creare superiorità nell’uno contro uno, il numero 20 biancoceleste rappresenta una costante minaccia, soprattutto se riesce ad avere libertà tra le linee. Anche Dele-Bashiru può diventare un fattore: il suo atletismo lo rende difficile da contenere negli inserimenti, mentre Guendouzi dà equilibrio e spinta.

Se la Roma dovesse concedere spazio tra centrocampo e difesa, l’inserimento di questi tre giocatori potrebbe risultare letale. La capacità della Lazio di occupare rapidamente l’area e di alternare gioco corto e lanci in profondità può creare grattacapi alla linea difensiva giallorossa, che dovrà restare compatta e concentrata per 90 minuti.

Lazio

Possibili scelte e formazione tipo: conferme e incognite

Baroni dovrebbe affidarsi ancora al 4-2-3-1, modulo di partenza che si trasforma però in corsa in un 4-3-3 asimmetrico. Tra i pali ballottaggio Provedel-Mandas, con il primo favorito. A proteggere la porta, una linea difensiva con Marusic e Lazzari sulle fasce, Gila e Romagnoli centrali. A centrocampo, spazio a Guendouzi e Rovella con il supporto più avanzato di Pedro – o Dele-Bashiru, in base alla lettura tattica iniziale. In attacco, il tridente sarà composto da Isaksen, Zaccagni e Dia, con Castellanos pronto a subentrare.

Probabile formazione Lazio (4-2-3-1):
Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Lazzari; Guendouzi, Rovella; Isaksen, Pedro, Zaccagni; Dia.

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