Nelle ultime undici giornate di Serie A, Matias Soulé è stato un punto fermo, sempre presente nell’undici titolare della Roma, ad eccezione della trasferta contro il Venezia, dove Claudio Ranieri ha deciso di farlo partire dalla panchina. Una scelta dettata più dalla necessità del momento che da un cambio di gerarchie, come dimostrano le successive formazioni schierate.
Il tecnico testaccino, infatti, ha ormai eletto Soulé a perno del suo attacco, affidandogli un ruolo centrale nel progetto giallorosso. Una fiducia ampiamente ripagata dall’argentino, che ha messo a segno tre gol decisivi nelle ultime settimane, contribuendo in modo concreto alla corsa della Roma per un piazzamento europeo.
Il giovane talento ex Juventus sta vivendo un periodo di grande crescita, non solo sul piano realizzativo, ma anche in termini di personalità e partecipazione al gioco. Soulé ha saputo prendersi la scena in un momento cruciale della stagione, diventando uno degli elementi più continui e determinanti del reparto offensivo romanista.
Domenica, però, arriva la sfida più complicata: la trasferta a San Siro contro l’Inter rappresenta un vero e proprio esame di maturità. Per la Roma sarà fondamentale almeno non perdere, ma i tre punti sarebbero oro, considerando il momento favorevole delle dirette rivali nella corsa all’Europa. Per Soulé si tratta dell’occasione ideale per dimostrare tutto il suo valore su un palcoscenico di assoluto prestigio.
Ma l’orizzonte del numero 18 giallorosso si estende oltre i confini del campionato. Il commissario tecnico dell’Argentina, Lionel Scaloni, lo sta seguendo con crescente attenzione. Il suo nome figura tra quelli più caldi in vista delle prossime convocazioni per le sfide di qualificazione contro Cile e Colombia, in programma rispettivamente il 4 e il 7 giugno.
Se la convocazione dovesse concretizzarsi, per Soulé si aprirebbe un nuovo capitolo, quello della consacrazione internazionale con la maglia dell’Albiceleste. Ma per ora il pensiero resta al campionato e a un match che potrebbe sancire definitivamente il suo salto di qualità. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.


