Sono trascorsi 36 anni dalla morte di Antonio De Falchi, giovane tifoso giallorosso che il 4 giugno 1989 venne ucciso a pochi passi dallo stadio Giuseppe Meazza, a Milano, Ā cinque ore prima del fischio di inizio di quel Milan-Roma, finito 4-1 per i rossoneri.
L’aggressione
Antonio era appena sceso dal tram insieme ai suoi amici e si era avvicinato verso il cancello numero 16, quello che portava al settore ospiti dello stadio. A pochi metri dal cancello gli si avvicina un ragazzo, di circa diciott’anni, che gli chiede di fumare e il giovane giallorosso cerca di rispondere nascondendo lāaccento romano.Ā Lāaltro ci riprova: Ā«Sai che ora ĆØ?Ā» e Antonio: Ā«Mancano cinque minuti a mezzogiornoĀ». Questa volta la parlata romanesca gli sfugge e quel ragazzo, con fare da “nemico”, si gira e fa un gesto. Da un cantiere del terzo anelloĀ spuntano almeno trenta persone: sono tutti giovani, alcuni giovanissimi, e si lanciano verso Antonio e i suoi tre amici.

Non c’ĆØ traccia del servizio d’ordine, cosƬ i primi attimi dellāaggressione, quelli decisivi, si svolgono senza che nessuno possa intervenire. I quattro romanisti cercano di fuggire ma vengono raggiunti. Tre restano in piedi, Antonio cade e gli sono subito addosso in dieci. Lo prendono a pugni e calci, sono soprattutto due di loro a picchiare di più. A quel punto interviene la Polizia che cerca di bloccare gli aggressori e di soccorrere De Falchi, facendolo alzare.
Antonio all’improvviso perde colore e crolla a terra: un agente cerca di fargli la respirazione bocca a bocca e un massaggio cardiaco, ma niente da fare. Antonio De Falchi ĆØ entrato in coma.Ā In pochi minuti arriva unāambulanza, lāospedale San Carlo ĆØ vicinissimo: ma quello che i medici del pronto soccorso si vedono consegnare ĆØ un corpo ormai privo di vita.
Il ragazzo è morto, anche se il suo corpo non presenta né ferite né lividi.
A 36 anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordare Antonio come un bravo ragazzo ed un romanista ideale. Antonio per sempre.


