Rapetti, Mattei, Corbyons, Ferraris IV, Degni, Caimmi, Heger, Boros, Rovida, Cappa, Ziroli. È questo l’undici che il 17 luglio 1927 scende in campo per scrivere la prima pagina della storia della Roma. Si gioca al Motovelodromo Appio, l’impianto che ospita il debutto ufficiale della neonata squadra giallorossa, nata pochi giorni prima dalla fusione tra Alba, Fortitudo e Roman.
Il giorno prima, il 16 luglio, una formazione B aveva aperto il weekend di amichevoli pareggiando 2-2 contro gli ungheresi dell’U.T.E., ma è il giorno seguente che la squadra “vera” si presenta per la prima volta al pubblico capitolino. Un pubblico che le cronache dell’epoca descrivono come “numerosissimo” ed entusiasta, pronto ad accogliere quella che da lì in avanti sarà la squadra della Capitale. In panchina, una coppia d’eccezione: Piselli e King, provenienti rispettivamente dall’Alba e dalla Fortitudo Pro Roma, guidano i primi passi di una formazione destinata a entrare nella leggenda.
Il primo gol della Roma lo segna Enrico Cappa al 35’: un tiro che va oltre la rete, un simbolo che scavalca il tempo. Gli ungheresi pareggiano subito con Szabo, ma a regalare il successo alla Roma è proprio uno di loro: Tomasz Heger, tra i protagonisti del nuovo corso giallorosso, firma il 2-1 che resterà il primo risultato ufficiale nella storia del club. Le gare di campionato arriveranno solo a settembre, ma quel pomeriggio estivo del 1927, tra entusiasmo popolare e i primi cori, Roma ha finalmente la sua squadra, i suoi colori, il suo simbolo.


