Soulé, la scintilla della Roma: quando il talento diventa costanza

Nove partecipazioni su quindici gol nelle ultime dodici partite: l’argentino è il motore silenzioso che sta ridefinendo il peso dell’attacco giallorosso

Soulé, Lazio-Roma

C’è un filo rosso che lega la Roma degli ultimi mesi: il nome di Matias Soulé. Dietro la sequenza di risultati che hanno permesso ai giallorossi di chiudere in crescendo la scorsa stagione e ripartire con slancio in quella attuale, c’è quasi sempre lo stesso protagonista. I numeri, in questo senso, non lasciano margini a interpretazioni: 15 gol complessivi nelle ultime 12 partite di Serie A, con Soulé coinvolto in 9 di essi. Una partecipazione attiva a più della metà delle reti, distribuita in modo equilibrato tra finalizzazione – 4 gol – e rifinitura – 5 assist.

L’ultima dimostrazione è arrivata contro il Verona, in una gara che rischiava di complicarsi oltre misura. L’argentino ha firmato il raddoppio con un gol “sporco”, nato da un rimpallo e chiuso con la freddezza tipica degli attaccanti che sanno riconoscere l’attimo. Non è stato un gesto da repertorio tecnico, ma da giocatore decisivo. Un colpo che ha blindato il risultato e ha segnato la sua prima rete all’Olimpico, nel momento più opportuno. Il corpo affaticato dai crampi non gli ha impedito di mantenere la promessa fatta a un amico: l’esultanza in stile boxe, con i pugni alzati e un «vamos» liberatorio verso la Curva Nord.

Soulé

L’equilibrio tra talento e sacrificio

Ma il giovane argentino non vive solo di gol e assist. La sua forza è anche la disponibilità a mettersi al servizio della squadra, interpretando con disciplina il lavoro senza palla. Lo ha ribadito lui stesso dopo la partita: «Noi attaccanti siamo i primi a difendere, è quello che ci chiede Gasperini». Parole che spiegano bene il perché della sua centralità: Soulé sa essere decisivo non soltanto nell’ultimo passaggio o in area avversaria, ma anche quando serve sacrificio e copertura.

Un aspetto che Gasperini conosce bene e che gestisce con attenzione. Dopo il gol al Verona, il tecnico non ha esitato a richiamarlo in panchina, consegnando il finale a El Shaarawy. Per ridare freschezza alla squadra ma soprattutto per proteggere un giocatore sempre più imprescindibile, in vista dei prossimi impegni con Lille e Fiorentina.

Mancini, Soulé, Pisa-Roma

L’anomalia dei numeri

In Serie A, tra i giocatori capaci di sommare almeno sei gol e sei assist nel 2025, Soulé è uno dei più giovani. Solo Nico Paz, classe 2004, può vantare un’età inferiore. Una crescita che testimonia il suo talento e conferma come la Roma abbia a disposizione un giocatore capace di unire istinto, continuità e maturità tattica.

C’è un dettaglio che fa sorridere: contro il Verona, Soulé ha già segnato tre volte in carriera, più che contro qualsiasi altro avversario – record condiviso solo con il Cagliari. Un feeling particolare, che si inserisce in un percorso più ampio: non è più un talento episodico, ma il punto di riferimento costante di un attacco che, senza di lui, perderebbe più di metà della propria incisività.

siamolaroma.it
Seguici su
Aggiungi siamolaroma.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Serie A, Roma-Sassuolo: Manu Koné
Quanto era mancato Koné alla Roma? Ora il francese c'è e Gasperini sorride. E durante...
Serie A, Roma-Sassuolo, Nahuel Molina
Un inizio di stagione caratterizzato da alti e bassi: dopo la sosta a Gian Piero...
Roma-Sassuolo, esultanza Roma
La Roma supera il Sassuolo, resta imbattuta e continua a sognare. Gasperini festeggia con i...

Altre notizie