Tra campo e mercato, a Trigoria si guarda anche al futuro. La Roma sta ragionando su come rafforzare la propria struttura sportiva e, tra i dossier aperti, c’è quello legato alla possibile nascita della squadra U23, modello già adottato in Italia da Atalanta, Juventus, Milan e Inter.
L’idea è sul tavolo, ma i tempi restano tutti da definire. La stagione 2026/2027 è considerata una possibile finestra di partenza, anche se al momento appare difficile, ma non impossibile. La volontà della società c’è, ma la programmazione richiede tempi relativamente lunghi. E il motivo è chiaro.
Roma U23, il nodo vero è la base tecnica
Le principali difficoltà, infatti, non sembrano essere né logistiche né strutturali. I campi e l’organizzazione possono essere trovati. Il vero tema è la costruzione della rosa: una U23 competitiva richiede un gruppo di giocatori pronti per il calcio dei professionisti, e oggi la Roma non dispone di un bacino così ampio. Rispetto al passato, il numero di giovani in prestito in Serie B è ridotto, e questo rende più complesso immaginare una squadra già pronta all’uso.
Al momento, i profili in prestito tra i cadetti si contano sulle dita di una mano: Mannini, Reale, Cherubini e Pagano sono i calciatori che stanno facendo esperienza fuori da Trigoria. Un numero che non basta per costruire l’ossatura di una U23, e che costringerebbe la società a intervenire in modo mirato sul mercato dei giovani. Tradotto: per partire davvero, la Roma dovrebbe quasi partire da zero e servirà tempo.




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