La Roma ha finalmente chiuso il suo primo acquisto. Salvo colpi di scena Santiago Castro sarà un nuovo giocatore giallorosso. I capitolini hanno trovato un accordo con il Bologna per un trasferimento dal valore di 35 milioni, compresi bonus, e una percentuale sulla rivendita. Parallelamente la società si libera di Artem Dovbyk, che diventerà il nuovo centravanti di Domenico Tedesco.
Quello del classe 2004 è un nome che dalle parti di Trigoria ricordano bene. In Europa League, all’Olimpico, il “Torito” scalfì la porta di Mile Svilar con una sassata. Ora i due saranno compagni di squadra, e l’argentino diventa un’arma per Gian Piero Gasperini, a cui piace sperimentare in attacco provando tutti i giocatori a sua disposizione, dal 1′ o a gara in corso.
Castro, dagli inizi da terzino al gol che ha fatto la storia del Velez
Castro inizia a prendere confidenza con il pallone giocando a Futsal, salvo poi passare al calcio a 11. Inizia la sua carriera da terzino. Un giorno il suo allenatore, Daniel Cielinski, gli chiede se vuole giocare centravanti, e da lì non abbandona più il reparto offensivo. Nonostante la giovane età è già un eroe del Velez.
Il “Torito” nel 2023 fa sognare i tifosi della squadra argentina che temono la retrocessione, e in patria iniziano i primi paragoni con Lautaro Martinez, da cui nasce il suo soprannome. Il momento più importante della sua carriera arriva il 25 novembre, nella sfida valida per la retrocessione, dopo aver segnato e risegnato con la maglia biancazzurra, Santi apre le danze arrivando per primo su un pallone buttato in area, e la sua squadra batterà il Colon in scioltezza. A soli 19 anni, 2 mesi e 7 giorni il centravanti diventa il più giovane capocannoniere della squadra di Buenos Aires, con sei reti.
“King Kong” approda a Bologna e si fa conoscere. Sul paragone con Tevez…
Castro dopo aver fatto la storia del Velez interessa a diverse squadre europee, e ad avere la meglio è il Bologna che per lui sborsa 12 milioni. Inizia la sua avventura in Italia da sostituto di Joshua Zirkzee. Per il suo stile di gioco è chiamato anche “King Kong”, e con i felsinei ha messo in mostra le sue caratteristiche.
Non è un centravanti di classe come l’olandese. Santiago incarna la garra del Sudamerica, aiuta la squadra in fase difensiva e combatte su ogni pallone. Davanti la porta non è timido, anzi: quando gli si palesa un’occasione tenta la bordata. Come ogni argentino che si rispetti ha diversi idoli che hanno brillato in Europa portando in giro la bandiera della propria nazionale. Tra questi ci sono Diego Milito, Gabriel Omar Batistuta e Carlos Tevez. Quest’ultimo è forse il giocatore a cui più assomiglia. Lui stesso ha commentato il paragone: “Assomiglio un po’ a Tevez? Un po’ sì, forse… Carlos é sempre stato un idolo, un modello: ma lui é lui eh…”, con un nodo alla gola.
L’amicizia con Soulé e i tatuaggi: Gasperini ha il suo nuovo centravanti
Gasperini ha il suo nuovo centravanti, che può giocare sia in coppia con “Bobby” Malen che al suo posto. Dopo aver gioito all’Olimpico con la maglia del Bologna più volte, ora è pronto a farlo con quella della Roma. I tifosi devono esser pronti a vederlo esultare baciando una “R”, tatuata sul braccio. I tatuaggi sono una sua grande passione e ne conta ben 24.
Nella Capitale ritrova un suo caro amico, Matias Soulé, con cui ha passato le vacanze in Argentina, dove ha festeggiato le nozze. Il futuro del numero 18, però, è avvolto nel mistero e la sua permanenza non è certa anche se con il passare del tempo diventa sempre più probabile. Castro è pronto per qualsiasi sfida, ma non si prepara da solo. Ha raccontato che grazie a Lorenzo De Silvestri ha iniziato un percorso dallo psicologo, ed è una delle componenti che lo aiuterà a “durare a lungo ad alti livelli”. E sul rettangolo di gioco usa il “trash talking”: “Mi piace provocare gli avversari, ci parlo e rido, ma non faccio nulla di male. È un gioco mentale, dipende anche dal campo e chi ho contro”. Chiude la sua avventura a Bologna con 22 reti e 11 assist in 105 presenze. Non sempre ha iniziato le gare dal 1′, ma è comunque riuscito spesso a lasciare il segno. Ora è atteso a Trigoria per un nuovo capitolo della sua carriera.






giocatore mediocre.