Koné, i vincoli del Fair Play Finanziario e un mercato costretto più volte a cambiare direzione. Gian Piero Gasperini, nell’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, si è soffermato anche sull’estate vissuta dalla Roma, raccontando alcune delle difficoltà incontrate dal club nella costruzione della rosa.
Uno dei temi è inevitabilmente quello legato a Manu Koné. Nelle ultime ore di mercato si era parlato con insistenza del Chelsea e di un possibile intervento dello stesso Gasperini per bloccare la partenza del centrocampista. Una ricostruzione che il tecnico ridimensiona nettamente.
«Ma no, è un merito che mi hanno attribuito ingiustamente. Io fino alla partita di Lecce non avevo sentito nulla su Koné, dopo non ci sarebbe stato più tempo per le trattative. E comunque non ci è mai arrivata una proposta ufficiale».
Gasperini: “L’estate è stata una tortura”
Il discorso si sposta poi sul Fair Play Finanziario, vero filo conduttore del mercato giallorosso. Gasperini ammette di aver compreso soltanto strada facendo quanto i paletti UEFA avrebbero inciso sulle possibilità della Roma.
«Con mio grande rammarico, credo di sì. A giugno, pensavo che avessimo risolto i problemi con i soldi della qualificazione in Champions. Quando abbiamo provato a prendere Greenwood e Summerville, ho capito che non era così».
Proprio quei vincoli hanno costretto il club a rivedere più volte strategie e obiettivi: «L’estate è stata una tortura, rivedere di continuo le idee di mercato e rinunciare a ragazzi che erano entusiasti di venire alla Roma, per ragioni di monte ingaggio».
Nessun dito puntato, però, contro i Friedkin. Gasperini riconosce lo sforzo fatto dal club nonostante i margini ridotti: «La proprietà, compatibilmente ai paletti finanziari, ha fatto tutto il possibile».



