Un vuoto nella memoria, tredici minuti decisivi e una seconda vita da ricominciare. Edoardo Bove ĆØ tornato a raccontare il giorno che ha cambiato per sempre la sua carriera. Ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, l’ex centrocampista della Roma, oggi al Watford, ha ripercorso il malore accusato il 1° dicembre 2024 durante Fiorentina-Inter. Una storia che diventerĆ anche un documentario, “In un Battito”, in programma al cinema il 16, 17 e 18 novembre.
Di quei momenti, Bove conserva soltanto pochi frammenti: “C’ĆØ stato un lavoro incredibile da parte dell’ambulanza, che in 13 minuti mi ha portato in ospedale. Io non ricordo quella giornata, ĆØ come se non l’avessi vissuta. Mi ricordo che mi girava la testa e poi mi sono svegliato in ospedale. Inizialmente pensavo di aver fatto un incidente, poi mi hanno raccontato cosa fosse successo”. Fondamentale, nei mesi successivi, l’affetto ricevuto: “Ć ciò che mi ha dato la forza di andare avanti, non mi sono mai sentito da solo. Bisogna avere il coraggio di chiedere aiuto”.
Bove, il defibrillatore e la sorpresa di Cobolli
Dopo l’arresto cardiaco, al classe 2002 ĆØ stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo, dispositivo che gli ha impedito di ottenere l’idoneitĆ sportiva in Italia. Bove ne parla con serenitĆ , convinto della scelta di continuare a giocare: “Se il mio cuore mi fa un altro scherzetto, lui interviene. Lo dovrò tenere per sempre. Sono arrivato alla consapevolezza e alla tranquillitĆ che ritornare a giocare ĆØ la cosa giusta”.
Durante la trasmissione ĆØ arrivata anche una sorpresa da Flavio Cobolli, suo grande amico fin dai tempi della scuola calcio della Roma. Il tennista gli ha dedicato un messaggio carico d’affetto: “Eravamo due bambini, avevamo entrambi un sogno, probabilmente era anche lo stesso. Poi io ho scelto la strada del tennis. Sei un punto di riferimento nella mia vita. Sei un calciatore fortissimo, hai avuto un piccolo problema che ti ha frenato. Sono contento di vederti in campo, sono sempre il tuo primo tifoso. Mi manchi tanto, spero di vederti presto”.



