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Roma-Sassuolo dai 1000 significati: Mourinho, Rui Patricio e la gemma di El Shaarawy

Josè Mourinho festeggia le 1000 panchine in carriera con una vittoria al 91′ e corre sotto la Sud, Rui Patricio decisivo salva il risultato

La Roma è a punteggio pieno. La squadra giallorossa ha iniziato la stagione come meglio non avrebbe potuto: 5 vittorie nelle prime 5 partite ufficiali. Oltre alle 1000 panchine di Mourinho, e la numero 1001 che “sta arrivando velocemente”, per la prima volta in carriera il tecnico portoghese vince le prime 5 gare ufficiali della stagione. Traguardo che non aveva raggiunto nemmeno con Inter, Real Madrid, Chelsea e Manchester United.

“In questo momento la fiducia, l’autostima e il feeling con il pubblico sono al massimo” ha dichiarato Mourinho nell’immediato post partita. Assolutamente vero. In questo momento il clima intorno alla squadra giallorossa è straordinario: gioia, entusiasmo, fiducia e voglia di vincere ogni partita. Josè Mourinho sta dando il meglio di sé perché Roma e la Roma avevano bisogno di Mou e Mou aveva bisogno di Roma e della Roma.

Lo “Special One”, si sa, dà il meglio di sé quando ama i suoi giocatori e i suoi giocatori lo ricambiano. Questo è e sarà un aspetto fondamentale dell’avventura dello Special One a Roma. Lui aveva bisogno esattamente di questo. Negli ultimi tempi, complice anche qualche screzio con alcuni big delle sue squadre, tutto ciò stava venendo meno. Il tecnico portoghese aveva bisogno di un ambiente come quello di Roma anzi, aveva bisogno della Roma. Aveva bisogno di un gruppo di ragazzi uniti, non di “primedonne” pronte a rubare la scena, dove lui fosse al centro di tutto.

Negli anni è diventata celebre la frase “il rumore dei nemici“. Ma questo è un Mourinho diverso rispetto a quello che conoscevamo: più sorridente, meno arrabbiato e spesso pronto alla battuta, ma con la stessa identica voglia di vincere e con una mentalità vincente che in questa città mancava ormai da troppo tempo. Ovviamente non è affatto escluso che, se nel corso della stagione si sentisse davvero quel “rumore dei nemici”, vedremo un Mourinho ancora più combattivo e col coltello tra i denti. Ma, almeno per il momento, lo Special One ha individuato e scelto benissimo le armi per portare avanti il suo progetto.

La Roma dice addio alla porta vuota: Rui Patricio, determinante in almeno 2 occasioni, salva il risultato

Il portiere è stata una nota dolente negli ultimi anni in casa Roma. Dopo la cessione di Alisson nel 2018, la porta giallorossa non è mai riuscita ad avere un padrone sicuro ed affidabile. Ma con Rui Patricio, invece, è proprio questo che sta succedendo. Il connazionale di Mourinho sta proteggendo al meglio la porta giallorossa.

Un acquisto fortemente voluto dal tecnico portoghese, che ha posto rimedio ad un problema enorme che si trascinava da troppo tempo dalle parti di Trigoria. Dopo Roma-Sassuolo non si possono più avere dubbi sull’importanza di avere un portiere sicuro, affidabile, che salvi il risultato quando la difesa va in difficoltà.

La sorpresa Vina: titolare dopo il rientro dal sud america 36 ore prima della partita

Josè Mourinho ha, di nuovo, sorpreso tutti. Già alla lettura della formazione iniziale la prima sorpresa: Matìas Vina gioca titolare. “Vina ha giocato perchè noi puntiamo sul cuore, lui ce l’ha e quando giochi col cuore riesci a sopperire alla stanchezza fisica” Questa la spiegazione di Mourinho alla titolarità dell’uruguaiano. Lo Special One ha voluto confondere le acque ma, riascoltando attentamente la conferenza stampa alla vigilia della gara, emerge quanto sia importante cogliere ogni sfumatura che Mourinho lancia alla stampa.

Il tecnico portoghese, nella conferenza del sabato, aveva detto “Vina è stanco, un volo transoceanico di 10 ore a solo un giorno dalla partita stancherebbe chiunque”. Appunto, stanchezza, ma Mou non ha mai detto che non avrebbe giocato. Nel corso della stagione sarà fondamentale cogliere queste sfumature del portoghese, in conferenza e nelle varie interviste.

La gemma finale di El Shaarawy: “Era troppo tempo che non provavo una gioia così”

Il Faraone” ha siglato il gol vittoria al 91′ con un bellissimo gol, che si è insaccato alle spalle di Consigli, dopo aver baciato il palo. Oltre al minuto, anche il marcatore di questo gol ha un significato particolare. Quando la Roma, lo scorso mese di gennaio, (ri)comprò El Shaarawy le aspettative su di lui erano altissime. Avevamo negli occhi un calciatore ormai completo e maturato con Luciano Spalletti ma, dopo il trasferimento in Cina e una marea di problemi, qualcosa sembrava essersi rotto.

El Shaarawy in Cina ha avuto problemi con il suo club, allenandosi per mesi da solo in palestra. Già con Fonseca la scorsa stagione ha pagato un pedaggio fisico molto alto dopo troppa inattività, dovendo lottare con gli infortuni. Sembrava che la sua esperienza in Cina avesse spezzato un filo agonistico. Ma, Carles Pérez esempio lampante, non ci poteva essere nessuno meglio di Mourinho per rimettere in piedi la situazione.

La Roma va a mille, ma ovviamente c’è ancora tanto da sistemare

La quinta vittoria consecutiva della Roma, in altrettante gare, consente di ragione in maniera molto più serena su quello che non ha funzionato. Immaginate soltanto di dover parlare di questi problemi con un pareggio o una sconfitta. Il merito della Roma è anche questo: si sta meritando la fiducia e il credito dei tifosi.

Contro il Sassuolo, squadra che gioca benissimo con grande organizzazione, la Roma ha subìto in più di qualche occasione. Sulla fascia sinistra Vina, col passare dei minuti, era in sofferenza dal punto di vista fisico e Berardi ne ha approfittato in 2 3 occasioni. Ma le tante occasioni del Sassuolo non devono trarre in inganno, anche se ovviamente ci sarà tanto da lavorare per evitare ripetute imbucate, perché anche la Roma (esclusi i gol) ha avuto 6 occasioni clamorose per segnare (compreso il terzo palo di Abraham).

Le occasioni che la Roma ha subìto sono frutto della sua volontà di vincere la partita: le ripartenze del Sassuolo sono state possibili grazie alla voglia della Roma di portare a casa la partita, i giallorossi non hanno mai sofferto i neroverdi a formazione schierata. I due uomini ancora troppo sottotono sono sicuramente Zaniolo e Mkhitaryan, ma siamo soltanto alla terza giornata dopo una sosta e il primo è reduce da un anno di inattività.

Nel frattempo, per mettersi al riparo da ogni problema, la Roma continua a mettere punti in cascina. Punti che saranno utilissimi nel corso della stagione. La Roma all’Olimpico ha già battuto Fiorentina e Sassuolo, due vittorie molto importanti, più importanti di quello che si possa pensare.

 

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