Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Prima Squadra

Mourinho: “Bene il risultato ma non mi è piaciuta la prestazione. Contento che Ibanez si sia sacrificato”

Le parole del tecnico giallorosso al termine del match

José Mourinho ha parlato al termine di Roma-Spezia, gara vinta dai giallorossi per 2-0 grazie alle reti di Smalling e Ibanez, arrivate entrambe su sviluppi di corner. Queste le parole dell’allenatore della Roma:

MOURINHO A SKY SPORT

Qual è l’aspetto più positivo? E se c’è qualcosa di negativo

“Mi sono piaciuti i due gol da corner, ieri li ho allenati per 20-25 minuti e fare due gol così mi piace. Mi piace il risultato, ma non mi piace come abbiamo giocato. La partita non era difficile da chiudere e dalla metà del primo tempo abbiamo regalato il gioco e perso tante palle facili, non abbiamo mai avuto buona circolazione di palla e creazione di spazi. Non era difficile giocare contro lo Spezia in quel momento. Nel secondo tempo poi siamo migliorati, ma dopo il 2-0 mi è piaciuto lo sforzo di alcuni giocatori che sono rimasti in campo con tante difficoltà, come Ibanez, ma non mi è piaciuto come abbiamo gestito la partita, senza chiuderla. Poi dopo l’uscita di Smalling cambia tutto, con Cristante dietro, la squadra stanca, soprattutto i due terzini. Abbiamo lasciato entrare lo Spezia in partita e farli giocare fino alla fine”.

Smalling, Ibanez e Zaniolo sono recuperabili per l’Atalanta?

“Vediamo. Ibanez è rimasto in campo, Smalling è uscito. Sono due giocatori con caratteri diversi, Smalling ha sentito qualcosa, Ibanez gioca sempre. Spero sia più una questione di stanchezza. L’Atalanta è una squadra top, con una rosa ampia. Sarà difficile. Per Zaniolo non so, non ha avuto un infortunio importante, ma vediamo. Sarà dura con l’Atalanta, così come con la Sampdoria”.

Da dove passa la crescita della squadra?

“Io dico che in una stagione senza infortuni, senza squalifiche e senza stanchezza abbiamo un potenziale per avere una bella squadra. Una squadra che non può giocare per il titolo, ma comunque per obiettivi più importanti di ora. In una stagione però ci sono gli infortuni, i cartellini e noi sembriamo una squadra di assassini visti i cartellini che prendiamo, e una stanchezza accumulata perché la rosa è stretta. Io ho bisogno di aiuto dal mercato, non sarà a gennaio ma più avanti. Dobbiamo recuperare i giocatori di esperienza e anche far crescere i giovani. Io sono critico perché in panchina voglio stare tranquillo, non in ansia fino al 90’ come oggi. Sono mancati Pellegrini, Zaniolo, Mancini, El Shaarawy: sono troppe assenze e in una rosa come la nostra pesano. Quindi guardo ai tre punti e auguro a Thiago Motta di avere la forza per raggiungere i suoi obiettivi con lo Spezia”.

Cosa ha detto a Thiago Motta e in cosa si sente maestro nei suoi confronti?

“In niente, non mi sento maestro nemmeno verso gli allenatori che anni fa sono stati miei giocatori. Ho solo più esperienza in panchina e con persone come Thiago, Stankovic, Shevchenko, gli dico sempre che sarà difficile allenare giocatori del loro livello. Sarà dura, ma sarà un’esperienza difficile. Ho chiesto a Thiago se gli piacesse e mi ha risposto di sì e quindi gli ho detto di andare avanti perché ha talento”.

MOURINHO A DAZN 

La partita?
“Anche con il 2-0, non abbiamo mai avuto il controllo del match. Abbiamo tanti problemi, è ovvio, quando esce Smalling e Cristante deve arretrare non è facile e la squadra soffre. In panchina, anche con il 2-0, sentivo che non era chiusa. Avevo una panchina troppo giovane, non è facile per loro. Il momento è difficile, quindi i tre punti sono importanti pur non avendo giocato bene”.

L’espulsione di Felix Afena-Gyan?
“Preferisco non parlare dell’arbitro, per me ha fatto bene, poi non ho visto i due episodi che hanno portato al giallo. Continuiamo con questo record di gialli, pure quelli di Vina e Kumbulla… Non siamo una squadra naif o cattiva, eppure abbiamo il record di gialli”.

Rimarrete a tre dietro anche con i recuperi degli infortunati?
“È una grande questione, bisogna capire quando avremo i calciatori disponibili. Non posso parlare di Spinazzola, non si sa se torna a gennaio o a febbraio, non lo so. Smalling ha chiesto il cambio al 63’, ha qualcosa. Abbiamo sempre qualche problema ed è molto difficile per me costruire qualcosa con serenità. Non è facile costruire una squadra con i giocatori che ho disponibili adesso, anche oggi recuperiamo Mancini però perdiamo Smalling, Felix, c’è sempre qualche problema e così io sono un allenatore d’emergenza e non di pianificazione”.

Mancano i gol degli attaccanti?
“Nel primo tempo Abraham e Borja Mayoral hanno avuto spazio per giocare tipo playstation, ma qua devi scegliere bene e velocemente. Abbiamo perso troppi palloni facili, lo stadio è solo da ringraziare perché vengono ogni partita, hanno avuto un po’ di frustrazione e siamo noi che abbiamo portato la partita in una direzione che non ci piaceva. Abraham fa un lavoro fantastico per la squadra, continua la sua lotta con i pali e per noi è troppo importante. Ogni volta che non ha giocato ne abbiamo sentito la mancanza, dobbiamo essere cattivi, gol tipo quello di Felix che poi è stato annullato, abbiamo bisogno di cinismo”.

Cosa si è detto con Thiago Motta?
“In questo momento ho già tanti giocatori che sono diventati allenatori, soffro con loro. Vedo cosa ha fatto Stankovic, Lampard, Thiago Motta, veramente penso che abbiano bisogno di tanta forza per allenare. Anche io ne ho bisogno, perché la mia storia dice che ho avuto le migliori rose al mondo e ho bisogno di forza per lottare contro qualche frustrazione. Thiago Motta è intelligente, ha avuti tante esperienze di qualità tra Italia, Spagna e Francia e avrà un grande futuro, però quest’anno dovrà soffrire per raggiungere i suoi obiettivi”.

In che senso ha bisogno di forza?
“Sono abituato a soffrire meno, tipo al Real Madrid se perdevo 1-0 in casa sapevo che vincevo 5-1, qui sul 2-0 non è così…”

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Prima Squadra