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Parola alla difesa: 20 clean sheet stagionali. 25 nelle due annate precedenti

Fondamentale il ritorno di Smalling. Contro la Fiorentina non sarà facile: i vari Cabral, Ikoné, Saponara e Nico Gonzalez sono clienti scomodi

Secondo quanto raccolto dalla redazione de “Il Romanista“, la Roma ha fatto il vero salto di qualità nel reparto difensivo in questa stagione. Sono 20 infatti i clean sheet collezionati finora dalla difesa targata José Mourinho. Oltre al reparto difensivo i meriti non sono da attribuire alla sola retroguardia, bensì a tutta la squadra, attaccanti compresi, e ovviamente all’allenatore, che ha saputo ridare compattezza e spirito di sacrificio collettivo a una Roma che, nelle ultime stagioni, aveva sempre subito troppo.

Il confronto

Il cambio di marcia dei giallorossi quest’anno è piuttosto evidente: sotto la guida di Paulo Fonseca, tra il 2019 e il 2021, la Roma aveva collezionato 25 clean sheet totali. Nel 2020-21 i giallorossi hanno chiuso 14 partite con la porta imbattuta, mentre nel 2019-20 sono state 11 le gare senza reti al passivo. Nel frattempo Rui Patricio, nelle 50 presenze fiora collezionate, ha ottenuto più clean sheet di Pau Lopez nell’arco di due stagioni. In tutto il campionato, meglio dell’estremo difensore romanista è il portiere del Milan Mike Maignan.

Chris e gli altri

Dopo un 2021 tormentato da diversi infortuni, il rientro al top della forma di Chris Smalling è stato di notevole importanza per la solidità della squadra:  l’inglese è fondamentale negli equilibri del reparto arretrato, che guida con esperienza e personalità. Il resto lo hanno fatto le buone – a volte ottime – prestazioni di Mancini, Ibañez e Kumbulla che, al netto di qualche inevitabile errore, stanno rendendo bene.

Contro la Fiorentina, squadra votata a un calcio offensivo, non sarà facile: i vari Cabral, Ikoné, Saponara e Nico Gonzalez (ma anche Biraghi, Torreira e Bonaventura) sono clienti scomodi per una Roma sicuramente provata dalle fatiche di giovedì sera. Smalling e compagni, però, sono chiamati a gettare il cuore oltre l’ostacolo, anche perché un successo regalerebbe la certezza matematica di giocare in Europa il prossimo anno.

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