Tra il mito di Diego e l’occhio di Aguero: ecco chi è Benjamin Dominguez

Perché l’esterno del Bologna è un profilo “gasperiniano”: velocità, uno contro uno e margini di crescita

Dominguez

Nelle ultime ore di mercato, il nome di Benjamín Dominguez è emerso con forza attorno alla Roma. L’esterno argentino del Bologna, classe 2003, rappresenta un profilo che risponde in pieno alle esigenze di Gian Piero Gasperini, alla ricerca di giocatori capaci di dare profondità, velocità e imprevedibilità a un reparto offensivo che necessita di alternative. Non si tratta di una suggestione casuale: a Trigoria lo osservano con attenzione e lo considerano una pista concreta, complice anche la difficoltà di portare a termine altri obiettivi.

Il percorso che ha condotto Dominguez fino a questo bivio non è stato lineare. Nato a La Plata, in Argentina, ha mosso i primi passi nel Gimnasia y Esgrima, il club che per un breve periodo fu allenato da Diego Armando Maradona. Da bambino lo chiamavano El Nene, per i tratti acerbi e il gioco istintivo, ma con il tempo ha preferito farsi chiamare “Benji”, quasi a voler scandire il passaggio dall’entusiasmo adolescenziale alla maturità agonistica. Con la maglia del Gimnasia ha collezionato oltre 50 presenze e 10 reti, numeri che lo hanno segnalato come uno dei talenti più interessanti della nuova generazione albiceleste.

Benjamin Dominguez

Il Bologna lo ha portato in Serie A nell’agosto 2024, avviando per lui un percorso di inserimento graduale. Le prime settimane sono state di attesa, con la panchina come compagna costante, ma il 3 dicembre la scena è cambiata: contro il Monza, in Coppa Italia, ha messo insieme gol e assist in meno di mezz’ora, mostrando un talento che non poteva restare nascosto. Da lì è cominciata la sua scalata nelle gerarchie, culminata il 30 dicembre con la doppietta rifilata al Verona, prestazione che lo ha imposto come una delle rivelazioni più luminose del campionato.

Le sue qualità emergono nitide: rapidità nel primo passo, dribbling leggero, capacità di ribaltare l’inerzia di una partita con una sola accelerazione. È un esterno che ama partire da sinistra per convergere sul destro, ma che può adattarsi anche al lato opposto. La sua tecnica istintiva si traduce in giocate spesso imprevedibili, e la sua corsa con il pallone incollato al piede lo rende un interprete ideale per chi cerca ampiezza e imprevedibilità sulle fasce. Non sorprende, dunque, che il suo talento abbia attirato attenzioni di spessore. Nel 2023 Sergio Aguero lo ha indicato come uno dei giovani più promettenti del calcio argentino, elogiandone la velocità e la luce creativa. E la chiamata della Selección maggiore, pur senza esordio, ha confermato che il suo percorso non è passato inosservato.

Dominguez

Eppure, il presente racconta anche di qualche ombra. Le prime due giornate del nuovo campionato senza minuti in campo hanno acceso interrogativi sulla sua continuità e sul suo ruolo a Bologna. È in questo spazio di incertezza che si inserisce la Roma, pronta a offrirgli una nuova dimensione. Gasperini vede in lui un giocatore adatto al proprio calcio verticale, fondato su intensità, uno contro uno e rotazioni costanti tra gli attaccanti.

Dominguez, oggi, rappresenta una promessa sospesa tra passato e futuro: dalla nostalgia di un sogno mai realizzato, quello di incontrare Maradona, all’occasione di vestire la maglia di un grande club europeo. Bologna è stato il trampolino, ma il salto decisivo potrebbe avvenire nella Capitale, dove ogni talento è chiamato a trasformarsi in certezza.

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