Giorni di caos a Trigoria. Tra rivoluzioni promesse dopo la sconfitta contro l’Inter (5-2) e la voragine che si è aperta tra Ranieri e Gasperini, prima di Roma-Pisa, si attende la voce del padrone. Qual è il pensiero di Dan Friedkin? Da quale lato della spaccatura si trova la proprietà? Sostiene il proprio consigliere insieme al direttore sportivo oppure l’allenatore a cui è stato fatto firmare un triennale da circa 5 milioni di euro netti a stagione?
Lo scenario che prevede la conferma del duo Ranieri-Massara e la separazione dal tecnico di Grugliasco sarebbe un fallimento totale per tutti i protagonisti: da chi ha scelto Gasp al mister stesso passando per i Friedkin. Una disastro.
L’ipotesi di una continuità in panchina senza i dirigenti che avrebbero dovuto accompagnare l’allenatore. (al momento quella più probabile), sarebbe comunque una disfatta: ennesimo insuccesso gestionale di chi vorrebbe condurre perfettamente un club dall’altra parte del mondo, a suon di videocall.
Insomma il danno ormai è irreparabile perché chiunque rimarrà avrà la luce dei riflettori puntata addosso, ogni minimo errore verrà cerchiato in rosso e si rimpiangerà chi non c’è più. Un film già visto, i registi texani, però, dovrebbero evitare che si trasmetta continuamente. Partendo da questo assunto, la vera rivoluzione dei Friedkin sarebbe quella di confermare l’allenatore per non rinnegare nuovamente un progetto tecnico iniziato pochi mesi fa.
Roma, 16 allenatori in 17 stagioni e un solo trofeo vinto: il confronto con le squadre più importanti della Serie A
Gasperini, escludendo Fonseca, è il 5° allenatore (Mourinho, De Rossi, Juric e Ranieri) dell’era Friedkin (2020). Continuità, considerando i tanti dirigenti che, come meteore, hanno transitato per Trigoria, non è la parola che si addice di più alla proprietà texana. Eppure è un concetto che sembra contenere dentro di sé la medicina giusta per curare un club malato che non riesce più a correre per competere ad alti livelli e alzare i trofei.
La Roma, conclusa la prima esperienza di Spalletti nella Capitale (2005-09), ha vinto solo una Conference League con José Mourinho e ha cambiato 16 allenatori in 17 stagioni. In Serie A, dal Bologna alla Juventus, nessuna società ha avuto così tanti tecnici. Insomma far saltare ciclicamente chi siede in panchina non sembra essere la soluzione adeguata per far svegliare un gigante addormentato bramoso di trofei. Il rischio, continuando a cambiare allenatori con tale frequenza, è quello di andare in letargo prolungando un sonno che sembra infinito.
Ecco perché la vera rivoluzione dei Friedkin sarebbe quella di puntare fortemente su Gian Piero Gasperini assecondando, ove possibile, le sue richieste di mercato per costruire una squadra a sua immagine e somiglianza. L’ex Atalanta ha firmato un contratto triennale ma l’ultimo che è riuscito a rimanere sulla panchina giallorossa per almeno 3 stagioni intere è Luciano Spalletti: dal 2005-06 al 2009-10 (fino alla 2° giornata), un’eternità calcistica.
Mediamente, dall’esonero dell’allenatore di Certaldo nel 2009, gli allenatori della Roma sono rimasti seduti in panchina per 61 partite. Altro dato che stride con la continuità progettuale. Il problema è che Gasperini è già a quota 43 gare, ne mancherebbero appena 18 per rimanere in scia. Starà a Dan Friedkin fare uno strappo a una regola che non funziona e il numero di trofei vinti negli ultimi anni (1) è lì a testimoniarlo.
Allenatori cambiati e trofei vinti dal 2009-10: la classifica della Serie A con Fiorentina, Bologna, Atalanta, Lazio, Juventus, Napoli, Milan e Inter
- 1) Atalanta – 1 trofeo (Europa League) – 8 allenatori diversi
- 2) Lazio – 5 trofei (2 coppe Italia e 3 Supercoppe italiane) – 10 allenatori diversi
- 3) Juventus – 20 trofei (9 scudetti, 6 Coppe Italia, 5 Supercoppe italiane) – 11 allenatori diversi
- 4) Napoli – 7 trofei (2 scudetti, 3 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane) – 11 allenatori diversi
- 5) Milan – 5 trofei (2 scudetti e 3 Supercoppe italiane) – 13 allenatori diversi
- 6) Bologna – 1 trofeo (Coppa Italia) – 13 allenatori diversi
- 7) Inter – 13 trofei (Champions League, Mondiale per Club, 3 scudetti, 4 Coppe Italia, 4 Supercoppe Italiane) – 14 allenatori diversi
- 8) Fiorentina – 0 trofei – 14 allenatori diversi
- 9) Roma – 1 trofeo (Conference League) – 16 allenatori diversi




Andate a casa cialtroni
Il problema sono i Friedkin che non sanno gestire una società di calcio, non lasciano margini di azione ai loro dirigenti perché non si fidano, assumono quindi dei ruffiani… e le bandiere come DDR e Ranieri non durano neanche 6 mesi perché non hanno alcuna voce in capitolo se non quella di obbedire ciecamente agli ordini imposti dalla proprietà statunitense. Direttive che non fanno il bene sportivo dell’As Roma perché il mondo del calcio è un universo terziario che ruota intorno ad una comunicazione interna ed esterna del tutto particolare ed estranea alle dinamiche che esistono in Toyota o in… Leggi il resto »
Invece devono cambiare proprio Gasperini… perché è pessimo!
Visto il Bologna che ci ha eliminato dall’EL? Teniamo Gasperini che più che perdere non possiamo.
… E seguirà una farsa…
i proprietari piu incompetenti di tutta la serie a
Ogni anno ne cambiano uno, così non si arriva da nessuna parte. Agli Americani non interessa vincere…….
È un sistema, non possono comprare giocatori cambiano allenatore. Chi spiega agli americani che sono i grandi calciatori che fanno un grande allenatore
Purtroppo non lo faranno mai tornare!!! Ecco perché è meglio tenersi Gasperini, altrimenti fanno tornare un altro signorsi e addio sogni di gloria…
Se la cedete forse fate una cosa giusta.