Gian Piero Gasperini resta saldamente a Trigoria anche per la prossima stagione, ma il direttore sportivo Frederic Massara sta per salutare la Roma. I Friedkin, dopo aver valutato diverse figure, sembrano essersi convinti per quanto riguarda il profilo adatto a sostituirlo: si tratta di Tony D’Amico, attualmente sotto contratto con l’Atalanta.
Ex centrocampista di rottura, D’Amico ha sempre affrontato i propri limiti sul rettangolo verde con grande ironia: “Ero un mediano infaticabile, ma non facevo gol nemmeno a porta vuota. E poi ero un bel rompiscatole, litigavo con tutti, anche con i miei compagni”. La vera metamorfosi avviene dietro la scrivania a Foggia, dove inizia a costruire la sua carriera da dirigente, guidato da un’etica del lavoro maniacale e da un rito personale: le sigarette. “Ne fumo troppe, specie durante il calciomercato. Anche due pacchetti al giorno”, ha raccontato di recente a La Gazzetta dello Sport.
D’Amico, Ederson e Lookman i suoi due capolavori
D’Amico ha perfezionato il suo modello di gestione sostenibile a Bergamo, finalizzando operazioni come Ederson e Lookman e dimostrando una perfetta sintonia con l’allenatore di Grugliasco. Il massimo risultato ottenuto da questo duo vincente è stato il trionfo a Dublino contro il Bayer Leverkusen, quando la Dea annichilì gli “invincibili” allenati da Xabi Alonso grazie ad una tripletta di Lookman.
Prima di arrivare all’Atalanta, il dirigente abruzzese aveva già messo in mostra le sue abilità nello scouting e nelle plusvalenze all’Hellas Verona, scoprendo talenti come Rrahmani e gestendo trattative complesse come quella di Dawidowicz, che lo portò a restare chiuso per 13 ore consecutive in una stanza d’hotel a Milano.



