Guai a chi tocca la sua Roma. Gian Piero Gasperini vuole custodire ciò che gli ha consentito di arrivare alla sua prima stagione nella Capitale in Champions League: il gruppo. I giallorossi sono squadra: tutti i calciatori lavorano insieme per lo stesso obiettivo, ossia, soddisfare le richieste del proprio mister, punto di riferimento assoluto.
Il tecnico di Grugliasco, dopo un anno, è riuscito a creare il nucleo forte di cui parlava a gennaio: “Quello che penso e che mi piacerebbe sviluppare qui a Roma, e spero che sarà possibile, è la creazione di un nucleo forte di 15-16 giocatori molto competitivi. Un gruppo che permetta, anche con i cambi, di soffrire il meno possibile”. Anzi si è andati oltre perché per Gasp quest’anno tutti e 20 i calciatori di movimento si riveleranno utili e godono della sua stima.
Alla vigilia di Torino-Roma, il generale di Grugliasco ha ribadito, dall’inizio alla fine della conferenza stampa, un concetto chiave: non esistono gerarchie, tutti i ragazzi che fanno parte della squadra avranno modo di dimostrare il proprio valore. Vietato insinuare qualsiasi cosa possa creare dualismo e malumore.
Gasperini e il valore del gruppo da custodire
“Sono innamorato di questi ragazzi. Questo è un ambiente dove hai piacere a venire”. Gasperini è stregato dal modo in cui i suoi calciatori lavorano e si impegnano per continuare a migliorare fino ad arrivare a un collettivo quasi allo stesso livello che possa alzare l’asticella delle ambizioni.
Non esistono gerarchie per il mister, qualsiasi argomento possa alimentare attriti viene respinto: “Vi prego di smetterla con questo discorso di gerarchie, non va bene nei confronti di questi giocatori. Tutti stanno dando il massimo. Questa voglia di fare gerarchie non ha senso, né efficacia per la squadra. Se entriamo nel discorso delle gerarchie, facendo discorsi su uno che gioca e l’altro non gioca è frustrato, non funziona così nelle squadre che fanno la Champions. Ci sono più titolari senza il bisogno di promuovere qualcuno e bocciare un altro. Diventa sempre un qualcosa di polemico che non dà forza”.
Il valore del gruppo in uno sport di squadra è da custodire per Gasperini. La qualità potrà essere inferiore rispetto a rose come quella dell’Inter o le big d’Europa, motivo per cui, c’è la necessità di aggiungere una virtù che possa alzare il livello complessivo e ottemperare ad alcune carenze strutturali. Nella scorsa stagione Gasp ha costruito la macchina che gli ha consentito di arrivare con il piede sull’acceleratore in Champions proprio sul valore della coesione di squadra. Un collettivo a cui sono stati aggiunti altri 7 titolari: Lulli, Balerdi, Koulierakis, Molina, De Roon, Mora e Castro.
Una selezione naturale calcistica: in estate sono stati allontanati tutti coloro che non potevano rientrare nel progetto tecnico del mister e sono arrivati a Trigoria solo calciatori che godono della sua stima. E ora guai a chi prova a minare la credibilità del valore dei suoi 20 ragazzi: “Bisogna avere un gruppo solido, come noi abbiamo per fortuna. Non bisogna mai minarlo, qui abbiamo grandi giocatori e abbiamo fiducia in tutti. Si vive di cicli. Sono tutti calciatori affidabili, non ci sono bocciature, altrimenti si entra in un meccanismo di polemiche continuo che fa danni alla squadra”.



