La Roma 163 giorni fa prendeva una “brutta scoppola” in casa dell’Inter (5-2). La formazione di Chivu schiaffeggiò quella di Gasperini con 5 gol a raffica: Lautaro Martinez (1′ 52′), Çalhanoğlu, (47′), Thuram (55′) e Barella (63′). Le reti di Mancini e Pellegrini servirono solo per ridimensionare un passivo che rimase pesante.
Una ferita profonda da cui è nata la Roma versione Champions League. La formazione giallorossa, in Serie A, da quel brutto ko, ha ottenuto 10 vittorie e un solo pareggio con l’Atalanta in 11 partite. Una macchina quasi perfetta.
Gasperini lo ha sottolineato anche dopo il successo di ieri in casa del Torino: “L’anno scorso c’era differenza: al ritorno abbiamo preso una brutta scoppola, ma da lì è nata la Roma vera. C’è stata un’escalation, non solo di risultati ma anche di atteggiamenti, comportamenti e mentalità. All’andata invece era stata più combattuta: abbiamo preso gol subito, ma forse meritavamo qualcosa in più. L’Inter è la squadra di riferimento del nostro campionato per tutti, è una squadra forte e viene giustamente indicata come la più forte. Anche se secondo me il Como le è molto vicino. È un’occasione anche per noi per misurarci e fare meglio delle ultime partite”.
Da Inter-Roma alla gara che si giocherà all’Olimpico: ecco cosa è cambiato nei giallorossi
La Roma il 5 aprile 2026 uscì a pezzi da San Siro: sconfitta per 5-2 e Champions League che sembrava ormai un miraggio. Gasperini invece è riuscito a toccare le profondità della squadra, dopo un ko che avrebbe potuto abbatterla, e l’ha forgiata su una ferita che è stata rimarginata.
I punti sono stati tanti: ben 34 sui 36 a disposizione. La formazione di Gasp non ha smesso di correre e dopo 167 giorni, sabato troverà di fronte a sé l’avversario che le ha fatto innestare una marcia superiore rispetto a tutte le altre squadre del campionato. Le differenze sono tante, a partire dalla consapevolezza che ora possiede la Roma del generale di Grugliasco.
Emerge anche una qualità maggiore della rosa. Basta pensare che il tecnico giallorosso a San Siro fu costretto a far entrare Ghilardi, Tsimikas, El Shaarawy e Ziolkowski, tutti calciatori, escluso il primo, che non fanno più parte del progetto dei capitolini. Rimasero seduti in panchina: Angelino, El Aynaoui, Zaragoza, Venturino e Vaz, nessuno di questi sarà presente all’Olimpico. La selezione naturale calcistica di Gasperini li ha allontanati da Trigoria. Al loro posto, ci saranno calciatori sui cui il mister punta veramente da Balerdi a Molina passando per De Roon, Castro, Rodrigo Mora e Lulli. Koulierakis è rimasto un po’ ai margini ma avrà tempo per emergere.
Sabato la Roma spera di far vedere all’Inter che tipo di creatura calcistica ha creato mostrandole tutta la sua forza nella scorsa stagione. La coesione, la mentalità di una squadra che vuole sognare in grande è nata dal punto più basso del passato campionato con l’obiettivo di volare il più in alto possibile.



