Julio Sergio: “Tra la Roma e i brasiliani c’è un legame speciale. Wesley nella Capitale sta bene”

Julio Sergio parla di Wesley e Svilar: "Il primo mette sempre anima e cuore in campo, il secondo fa la cosa più importante: para"

Julio Sergio

Julio Sergio ha legato il suo nome ai colori della Roma, non solo con le sue parate. In occasione di una partita in trasferta contro il Brescia, nel lontano 2010, l’ex estremo difensore brasiliano rimase a difesa della porta della squadra capitolina nonostante un infortunio. Sono diventate subito virali le immagini del classe ’78 in lacrime per il dolore, ed è diventato un beniamino dei tifosi.

Da allora i tifosi lo hanno reso un beniamino. Il giocatore è stato travolto da un amore incommensurabile, e così non ha mai dimenticato la sua esperienza nella Capitale. Intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà ha trattato vari temi parlando sia del Mondiale che della squadra di Gian Piero Gasperini.

Julio Sergio

Julio Sergio: “L’assenza di Wesley pesa tanto. A Roma si è ambientato subito”

Sull’assenza al Mondiale di Wesley Julio Sergio ha detto: “L’assenza di Wesley pesa tanto. Ha fatto benissimo quest’anno, è un giocatore capace di fare tutta la fascia per 90-100 minuti mantenendo la stessa qualità, e in rosa non abbiamo un calciatore con le sue stesse caratteristiche. Poi è difficile parlare del singolo: in Brasile c’è tantissima qualità individuale e ci sono molti giocatori che possono ambire alla nazionale. Il mister ha fatto le sue scelte in base a ciò che si aspettava dalla squadra. Il lavoro dell’allenatore finisce due ore prima della partita, poi spetta ai calciatori entrare in campo e risolvere i problemi. Finora, però, a livello di gioco di squadra non si sono viste grandissime cose”.

Poi il brasiliano ha parlato dell’impatto del terzino sulla Serie A, confrontandolo con altri connazionali passati per la Capitale: “Lui ha caratteristiche importanti. Poi, ovviamente, il mister è stato bravissimo a cambiargli ruolo per necessità e lui si è trovato a meraviglia. È un po’ quello che successe a Mancini o a Taddei quando arrivarono in Italia modificando la loro posizione originale. Sapevo che Wesley aveva gamba e voglia: mette sempre il cuore e l’anima in campo. Non direi che è stata una sorpresa totale, ma è stato molto rapido e intelligente ad approfittare della fiducia dell’allenatore”.

wesley

Julio Sergio: “Wesley? Difficile parlare di futuro. A Trigoria si respira un grande ambiente”

Sul futuro del classe 2003 Julio Sergio ha detto: “È difficile dare consigli. La Roma è una squadra importante, è tornata alla grande in Champions League e ha investito una bella cifra su di lui. Però quando parliamo di Real Madrid o Manchester City parliamo del top del calcio mondiale. Il ragazzo si è ambientato bene, a Trigoria mi hanno confermato che la famiglia si trova benissimo. Il rischio quando cambi per andare in questi top club è di non giocare con continuità, faticando a esprimere il tuo valore. Forse fare un altro anno a Roma consolidandosi ad alti livelli non sarebbe male, poi se arriverà un’offerta economica irrinunciabile farà il bene sia del ragazzo che della Roma. Vedremo cosa succederà”.

L’ex portiere ha commentato così l’ambiente che si respira al quartier generale della Roma, visto che praticamente un mese fa ha visitato Trigoria: “L’ambiente migliore possibile. È stato un capolavoro di tutti: allenatore, giocatori e società. Ora si ricomincia per dare continuità a quanto fatto nello scorso campionato. C’è grande aspettativa. Sappiamo che sarà difficilissimo perché affronteremo squadre più abituate a questa competizione, ma sono sicuro che il mister metterà in campo una squadra molto competitiva in grado di regalare belle sorprese”.

Svilar

Julio Sergio: “Svilar fa la cosa più importante: para. I tifosi se ti impegni ti danno tutto quello che hanno”

Poi Julio Sergio ha parlato di Mile Svilar: “Lui fa la cosa più importante per un portiere: para e porta punti a casa, come ha dimostrato anche nell’ultima partita con un grande intervento. È un portiere molto reattivo, ha una bellissima fisicità ed è un ragazzo educato, disponibile, che ha capito subito cosa significa essere il portiere della Roma. Avere un portiere che dà questa sicurezza rende più tranquilli anche i difensori. Ovviamente può migliorare con i piedi o nelle uscite alte, ma questo vale per tutti. Oggi il calcio è velocissimo, hai millesimi di secondo per decidere. Non so quali siano i suoi limiti, ha la testa e il fisico giusti per fare sempre meglio”.

Un breve commento anche sui tifosi: “Se sul campo dai tutto loro ti restituiscono il doppio, non perché siamo belli o carini. Succede quando fai il tuo dovere. Con me accadde dopo quella partita a Brescia, dopo i derby… si creò un legame fortissimo, nonostante io abbia giocato poco più di 70 partite con la Roma, che non sono tantissime se calcoliamo il tempo in cui sono rimasto. Per Svilar è la stessa cosa: è entrato in un momento in cui nessuno se lo aspettava, ha sfoderato grandissime prestazioni e la gente lo apprezza perché fa vincere la squadra. Sbaglierà anche lui perché nessuno è perfetto, ma ha già dimostrato di essere una garanzia”.

Aldair, Roma

Julio Sergio: “Renato Marin? Non voglio parlarne. Sui brasiliani passati per la Capitale…”

Un possibile erede di Svilar la Roma lo aveva in casa. Renato Marin, era uno dei prospetti più importanti del panorama calcistico brasiliano e non solo, e sull’estremo difensore attualmente al PSG Julio Sergio ha detto: “Sì, ma ormai fa parte del passato e non so cosa sia successo di preciso. Il ragazzo è andato via, adesso è a Parigi, è fresco di Champions e sta molto bene lì. Noi cerchiamo di guardare avanti per trovare altri profili validi. Secondo me è comunque un portiere forte con un grande futuro davanti”.

Il brasiliano ha concluso parlando del legame che c’è tra la Selecao e la Capitale: “Tra i brasiliani e la Roma c’è un legame storico: pensiamo a Falcão, Aldair, Renato Portaluppi… Quando giocavo io, in un determinato periodo eravamo ben otto brasiliani nello spogliatoio. Oggi purtroppo c’è solo Wesley. In Brasile si parla molto di Milan, Inter e Juventus, ma la Roma viene subito dopo. Il Napoli forse è più amato in Argentina per via di Maradona, ma la Roma ha un grandissimo fascino. Spesso vado in giro anche nella mia città, che è piccolina rispetto a San Paolo o Rio de Janeiro, e vedo magliette della Roma. C’è ammirazione sia per la squadra sia per la città: tutti i brasiliani sognano di visitare Roma per la sua storia. Anche i calciatori hanno sempre una voglia matta di venire a Roma per fare bene”.

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