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Amarcord, 29 luglio 1926. Nasceva Franco Sensi (FOTO/VIDEO)

L’imprenditore romano fu alla guida della Roma per quasi 15 anni, fino alla sua morte avvenuta il 17 agosto del 2008. Fu il presidente dell’ultimo scudetto

Il 29 luglio del 1926 nasceva a Roma Franco Sensi. Figura iconica della storia romanista, entrò all’interno dell’organigramma societario giallorosso a 28 anni, con il ruolo di consigliere, per poi diventare dirigente, 7 anni più tardi. Allontanatosi dalla Roma per più di trent’anni, periodo in cui fondò l’Italpetroli e iniziò la carriera politica, culminata nella vittoria alle elezioni come nuovo Sindaco del Comune di Visso, nel 1993 acquisì il controllo del pacchetto di maggioranza della AS Roma, divenendo presidente. Sotto la sua guida, la più lunga nella storia del club, la squadra ottenne molti successi importanti, tra cui lo scudetto del 2001, due Supercoppe italiane (2001 e 2007) e due Coppe Italia (2006-2007 e 2007-2008) oltre che 5 secondi posti (2001-2002, 2003-2004, 2005-2006 (a tavolino), 2006-2007 e 2007-2008).

Il presidente Sensi, assieme a Francesco Totti e agli altri giocatori della Roma, festeggia la vittoria del terzo scudetto giallorosso

Uomo sanguigno e legatissimo ai colori giallorossi, fu osannato a lungo dal suo pubblico, venendo ricordato insieme a Dino Viola come uno dei migliori presidenti della storia giallorossa. Grande conoscitore di calcio, si accorse subito del talento di un allora giovanissimo Francesco Totti. Per tutti gli anni della sua presidenza trattò il capitano giallorosso come un figlio, convincendolo anche a non accettare il trasferimento al Real Madrid dei “Galacticos“.

Nel giugno del 2001, dopo una lunga e logorante campagna acquisti, riuscì a riportare a Roma lo scudetto, dopo la vittoria dei rivali laziali nella stagione precedente. Dopo una lunga malattia, morì la sera del 17 agosto del 2008 al Policlinico Gemelli di Roma.  Ai suoi funerali hanno preso parte oltre trentamila persone e numerose personalità politiche. In quell’occasione il comune di Roma ha concesso l’uso dell‘Aula Giulio Cesare in Campidoglio come camera ardente, la stessa onorificenza che ebbero solo Luigi Petroselli Alberto Sordi. Il suo ricordo resta vivo nella memoria dei tifosi giallorossi, e viene ricordato come l’ultimo presidente romano e romanista. Come lui stesso amava dire: “Sono l’ultima espressione della cultura orale del calcio romano”.

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