Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Prima Squadra

Fazio: “Non dobbiamo abbatterci, ma pensare solo al futuro”

“Mi aspetto di rimanere qui tanti anni”

Federico Fazio ha parlato all’AS Roma Match Program in vista della gara contro il Lecce. Queste le sue parole:

“La società crede in me, è una cosa molto importante. È dal primo giorno che sono arrivato che la Roma mi ha dato quella fiducia di cui ha bisogno ogni giocatore”.

Un legame forte tra lei e il Club. 141 presenze, non poche…
Non sapevo fossero così tante le partite!  Mi trovo molto bene in questo Club e o ho detto sin dal primo giorno. Questa è la mia quarta stagione… ho firmato il rinnovo un mese fa e spero di rimanere a lungo.

Dopo un inizio di stagione positivo, domenica scorsa è arrivata la prima sconfitta contro l’Atalanta.
Nel primo tempo abbiamo avuto le occasioni più chiare e se avessimo segnato la partita sarebbe cambiata, ma è andata così. Giocare quattro partite in nove giorni è difficile, lo abbiamo pagato.Il fatto di incontrare una squadra molto fisica come l’Atalanta è stato ancora peggio. Sappiamo come giocano i nerazzurri, uno contro uno a tutto campo e fisicamente sono molto forti . Ma la partita contro l’Atalanta è passata e adesso dobbiamo pensare al futuro.

Come giudica l’esordio del suo compagno di reparto Chris Smalling?
Ha fatto una gran partita nonostante venisse da un periodo in cui era stato fermo. Sono certo che migliorerà ancora, a mano a mano che conoscerà i compagni e noi conosceremo lui. Non era facile contro l’Atalanta, ha retto l’urto fisico di una squadra molto forte. Insomma è stato all’altezza della situazione.

Sono passati tre mesi dall’arrivo di Fonseca, tre mesi di lavoro, cosa ne pensa del mister?
Mi ha impressionato da subito. È un allenatore giovane ma ha voglia, esperienza e sa trasmettere bene a noi giocatori quello che vuole. Dobbiamo continuare a seguirlo, lavorare serio e possiamo fare bene.

Si ha la sensazione che la Roma sia un gruppo unito, dentro e fuori da campo.
Sì, il nostro è un gruppo unito, al di là che con alcuni sono solo tre mesi che lavoriamo insieme. Siamo una squadra fatta di giocatori a cui piace lavorare e imparare ogni giorno e questo è molto importante.

State vivendo un periodo molto intenso fino alla sosta di ottobre: di fatto si gioca ogni tre giorni. Adesso vi aspetta il Lecce, neopromossa.
Dobbiamo guardare avanti e lasciare la sconfitta con l’Atalanta alle spalle. Domenica giocheremo alle 15, in trasferta, farà caldo e sarà dura. Dobbiamo lottare da squadra e prendere i 3 punti. L’esperienza mi ha insegnato che non esistono mai gare facili.

La rosa è profonda e di qualità per poter affrontare una gara ogni tre giorni.
Sì, siamo un bel gruppo. Tutti sappiamo che è impossibile giocare tutte le partite, sempre. È importante pensare alla squadra e farsi trovare pronti quando il mister chiama. Anche chi sta in panchina o non gioca: bisogna dare il meglio in allenamento e finora tutti lo hanno fatto.

Quali sono le prospettive da qui sino alla prossima sosta?
Avremo giocato nove partite tra campionato ed Europa. È molto importante allenarsi, mangiare e riposare bene. Ne mancano ancora tre di campionato e una Europa League. Per me è fondamentale pensare ad una gara alla volta, partita dopo partita. La stagione è lunga, è importante vincere e anche abituarsi a vincere.

Perché la sconfitta contro l’Atalanta non è una battuta di arresto?
Vero, non cambia nulla. Noi dobbiamo solo continuare a lavorare; la stagione è iniziata da poco e il campionato è lungo. Abbiamo voglia di fare bene e arrivare tra i primi quattro: vogliamo la Champions League. Siamo la Roma, dobbiamo avere fame di vincere.

 

 

 

2 Commenti
Subscribe
Notificami
guest

2 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Prima Squadra