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Pizarro: “Il nostro scudo era il gioco”. Cassetti: “Si era creato un gruppo straordinario”

I due ex giocatori giallorossi raccontano degli anni trascorsi a Roma. Dai bei momenti vincenti alle delusioni per lo scudetto sfiorato

David Pizarro e Marco Cassetti, ex giocatori della Roma, sono stati intervistati da Sky Sport 24 ed hanno parlato anche del loro passato in giallorosso. Queste le loro parole:

Avete fatto tante partite in carriera, e avete chiesto qualche maglia. Quale custodite più gelosamente?
Pizarro: “Quella di Paolo Maldini. Ce l’ho ben nascosta, quella della sua ultima partita a San Siro, siamo stati guastafeste perché vincemmo noi”.
Cassetti: “Bella domanda. Credo quella di Ronaldo, il fenomeno”.

Si dice che a Sarri manca un regista. È vero? Le sarebbe piaciuto essere allenato da lui?
Pizarro: “Ho avuto la fortuna di avere allenatori a cui piaceva  giocare da metà campo in su. Sarri è uno di quelli, sicuramente nella sua idea non avrei avuto problemi, somiglia al calcio di Spalletti in cui ho lavorato una vita. Ho affrontato il suo Napoli, era un piacere”.

Qual è la prima cosa che viene in mente pensando all’altro? C’è qualcosa che vi ha unito?
Pizarro: “Quello che non sopportavo di Marco, di Mexes e di Totti è il dare i pugnetti con il dito medio piegato (ride, ndr)”.
Cassetti: “Bisognava tenere su il morale alla truppa (ride, ndr). Ricordo il Peq sempre nervosissimo quando perdeva le partitelle, faceva sceneggiate. Con Spalletti e lo staff aveva più rapporto perché li aveva già avuti a Udine, aveva favoritismi negli arbitraggi (ride, ndr)”.
Pizarro: “Il bello di questo gruppo, poi i tempi sono cambiati, è che quando c’è la possibilità di sentirsi lo si fa con molto piacere”.

Ricordi l’esordio di Pizarro allotropico? In quella partita fu sostituito e reagì male al cambio…
Pizarro: “Avevate detto di parlare solo di cose carine (ride, ndr)!”.
Cassetti: “Dico la verità, non me la ricordavo. Penso che non ci fosse stato bisogno del nostro pensiero, Spalletti aveva risolto il caso sul nascere”.
Pizarro: “Feci una bruttissima partita. Cassetti però non ricorda che il mister ci riunì in palestra, se lo ricorda anche Tonetto. Mi chiamò davanti al gruppo e mi chiese se avessi qualcosa da dire, e io risposi di no. Un silenzio… (ride, ndr). Poi siamo andati fuori ad allenarci. Giocai bene la partita dopo in Champions League (contro lo Shakhtar, ndr)”
Cassetti: “Per fortuna!”.

Qual è il ricordo più bello che avete della città e della squadra?
Pizarro: “Il gruppo che si è formato. Con tutte le difficoltà economiche della famiglia Sensi, il nostro scudo era il nostro gioco. In quel periodo ci siamo molto divertiti, con massimo rispetto reciproco anche in momenti di difficoltà. Un momento duro fu quando andò via Spalletti, un momento duro che allo stesso tempo ci portò vicini allo scudetto con Ranieri, purtroppo i pianeti non si sono allineati”.
Cassetti: “Anche per me, ricordi piacevolissimi di Roma e della Roma, aver vinto due Coppe Italia, una Supercoppa Italiana, aver lottato per due anni per lo scudetto, un motivo di grande soddisfazione. È mancata la ciliegina sulla torta, si era creato un gruppo straordinario che ha fatto sì che la Roma arrivasse a un determinato livello di competitività”.

Chi la spunterà alla fine del campionato? Juventus, Lazio o Inter?
Pizarro: “Secondo me non lo vincerà nessuno. Per il momento. Non assegnare in caso di mancata ripresa? Sentivo che era successo tanti anni fa, lo chiamavano lo scudetto vuoto”.
Cassetti: “Sulla carta la Juventus resta la squadra più forte, anche le altre sono vicine. Dipenderà se si riuscirà a finire e tra quanto, non è facile riprendere l’attività dopo due mesi fermi, subentrerebbero dinamiche completamente diverse e tutti potrebbero vincere, anche la stessa Atalanta”.

De Rossi è il centrocampista più forte con cui hai giocato?
Pizarro: “Sicuramente uno dei più forti, soprattutto per tanti anni. Sono stati quasi sei anni accanto a lui, ci conoscevamo a memoria. In qualche anno abbiamo fatto una bellissima coppia in Italia e in Europa”.

Lo hai sentito quando è stato in Argentina?
Pizarro: “Sì, peccato sia andato via prima. L’ho visto motivato, speravo nella possibilità di andarlo a trovare. Purtroppo a casa comanda la moglie… (ride, ndr)”.

Cosa hai provato quando hai segnato quel gol nel derby?
Cassetti: “Tanta felicità! Anche perché non ero uno dei candidati, mi son trovato lì al momento giusto al posto giusto. Sono contento di aver fatto felice tanta gente con quel gol”.

Tua figlia è nata a Firenze, è della Fiorentina?
Pizarro: “No, qui si è tutti della Roma!”.

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