Serie A, Sky prova il contropiede

La partita per l’assegnazione dei diritti tv ĆØ più aperta che mai

La partita dell’assegnazione dei diritti tv 2021-2014 della Serie A ĆØ arrivata fino a Londra. L’insolito tandemĀ Dazn-TimĀ fa riflettere non solo i vertici diĀ Sky ItaliaĀ ma ancheĀ il management della capogruppo inglese,Ā guidata dal nuovoĀ ceoĀ Dana Strong, manager di fiducia dell’azionista Comcast. II risultato ĆØ cheĀ da giorni si susseguono conference tra gli staff delle pay tvĀ per valutare la situazione e, soprattutto,Ā studiare le possibili contromosse.

Anche perchĆ© in ballo, oltre alle stesse immagini del massimo campionato di calcio c’ĆØĀ parte della base clienti di Sky Italia:Ā dei 5 milioni di abbonati, quasi la metĆ  ĆØ interessata al calcio live che tra l’altro vede protagonista la televisione satellitare dal 2003. In tal senso, l’ad Maximo Ibarra e il suo staff starebbero lavorando su un doppio binario: strategico e commerciale. Nel primo caso, secondo quanto si apprende in ambienti sportivi, la pay potrebbe chiedere spiegazioni alla Lega Serie A circa il ruolo effettivo di TimĀ nella vicenda e rispetto ai cardini del bando pubblicato:Ā il focus ĆØ sulla validitĆ  della gara. Sky vuole tutelare l’investimento sostenuto in tutti questi anni e l’attuale posizionamento di mercato. Contestualmente ĆØ plausibile che voglia far arrivare alla clientela un messaggio sulle potenzialitĆ  diĀ SkyQĀ come piattaforma di distribuzione di contenuti e app.

Ovviamente si tratta di una posizione anche difensiva, visto che l’offerta diĀ DaznĀ – 840 milioni all’anno per 7 dei 10 match di giornata – ĆØ superiore a quella messa sul tavolo dalla tv satellitare, 750 milioni annui. Certo ĆØ che l’entrata in scena di Tim può sparigliare definitivamente le carte, anche seĀ l’assemblea in calendario domani potrebbe portare a un nuovo nulla di fatto: i 20 presidenti dei club non sono infatti ancora allienati sul tema della nascita della media company, nĆ© sull’ingresso dei fondi Cvc, Advent e Fsi.

Ā«Dazn ĆØ interessata ai diritti del calcio, noi no, noi saremmo un partner tecnologico, saremo distributori di Dazn, non contribuiremo di per sĆ© all’acquisto, contribuiremo secondo il nostro ruolo di distributoreĀ»,Ā ha dichiarato ieriĀ Luigi Gubitosi, ad diĀ Tim, circa l’accordo commerciale tra le due aziende. Questione su cui Ā«non c’ĆØ nulla nel nostro piano: ĆØ ancora un condizionale, abbiamo inserito quello che abbiamo sottoscritto, non sappiamo ancora chi vincerà» l’asta. Tim, secondo quanto giĆ  riferito da MF-Milano Finanza sabato 20 febbraio, avrebbe messo sul piatto unĀ minimo garantito del 40%Ā rispetto all’offerta dell’OttĀ fondato da Lev Blavatnik, ossiaĀ 340 milioni all’anno.

Se spettatore interessato alla partita ĆØĀ Vivendi,Ā primoĀ socio di Tim e secondo azionista di MediasetĀ (interessata a sua volta all’eventuale posticipo del lunedƬ sera in chiaro), ĆØ altrettanto vero che viste le condizioni infrastrutturali dell’Italia e lo storico gap tecnologico, nel caso di aggiudicazione dei diritti 2021-2024,Ā Dazn potrebbe bussare alle porte di altri operatori televisivi.Ā Ad esempio cercandoĀ un asse non solo con DiscoveryĀ – per la piattaforma streaming Discovery+ – maĀ persino con la stessa Sky,Ā necessitando di avere un bacino di pubblico certo e predefinito: del restoĀ giĆ  oggi Dazn ha due canali sul bouquet della pay tv.Ā Lo riportaĀ Milano Finanza.

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