Dopo un mese alla guida della Roma, Claudio Ranieri ha già messo in campo il suo ampio bagaglio di esperienza, giocando un ruolo cruciale nel risollevare una squadra che stava attraversando un periodo difficile, tanto dal punto di vista psicologico quanto tecnico. Con il suo approccio da “tecnico-psicologo“, è riuscito a rimettere in piedi una squadra in crisi, facendo reagire i giallorossi e restituendo loro una nuova fiducia.
Ora, con la consapevolezza che la Roma non può permettersi di adagiarsi, Ranieri ha chiesto ai suoi giocatori di alzare l’intensità e di cominciare a correre e scattare con determinazione, a prescindere dalla competizione: “Che sia Europa League, campionato o Coppa Italia…”. Un cambio di passo che si rende indispensabile per concludere un dicembre che, per il tecnico, rappresenta un punto di svolta per il futuro della squadra.
Oltre alla gestione immediata della squadra, il tecnico ha confermato di lavorare anche pensando alla prossima stagione, quando si prevede che gestirà l’area tecnica giallorossa con un ruolo di maggiore responsabilità. Un “Ranieri terzo” che sa anche un po’ di quarto: “In questo momento mi sento 50 e 50. Devo guidare la squadra ma anche ragionare sul prossimo anno. Stiamo lavorando con la proprietà e Ghisolfi sul mercato e sull’allenatore del futuro. Anche se su quest’ultimo tema, per ora, abbiamo dato solo una spolverata”.
Con il suo stile sempre misurato, che riesce ad alleggerire la pressione quando necessario, richiama l’ironia di Ettore Petrolini, figura iconica dell’umorismo romanesco: “Quando scherzavo sull’ipotesi di rimanere io in panchina, facevo una battuta alla Petrolini”. E, con il suo consueto pragmatismo, conclude sull’identikit del prossimo allenatore: “Deve essere bravo. E speriamo di non sbagliarlo…”.
Lo riporta La Gazzetta dello Sport


