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Il punto su Mihajlović: dal rapporto con Petrachi al legame con Totti

Un nome che sta facendo discutere: Sinisa Mihajlovic prossimo allenatore giallorosso?

Per molti tifosi di certo non sarà vista come un’operazione simpatia da parte della dirigenza giallorossa, ma noi siamo tenuti a dare notizie. E la notizia è questa: la Roma sta pensando a Sinisa Mihajlović per la panchina. E non parliamo di una suggestione o di un’indiscrezione che non trova conferma, anzi: la Roma e il tecnico serbo si sono parlati (alcuni organi di stampa riferiscono di un incontro).

PETRACHI – Banale pensare che l’idea arrivi dal “nuovo” (ma non ancora ufficiale) ds giallorosso, ovvero Gianluca Petrachi. Fu lui a portare Mihajlović al Torino e consigliò al tecnico serbo di inserire nel suo staff l’ex difensore argentino Diego Gabriel Raimondi: Petrachi, all’epoca ds del Pisa, lo scopri’ nel Gallipoli e lo portò in Toscana dove totalizzò 73 presenze. Il 1 luglio del 2016 diventò un collaboratore di Mihajlović al Torino, per occuparsi da vicino del reparto difensivo.
Arrivato l’esonero dal Torino, Raimondi ha seguito Sinisa anche nella recente avventura al Bologna.

TOTTI – E l’idea di Petrachi ha trovato una sponda per alcuni inattesa, quella di Francesco Totti.
L’ex difensore biancoceleste ha mantenuto negli anni un ottimo rapporto con il simbolo giallorosso, ricucito dopo lo strappo del maggio 2007, quando il Totti non partecipò alla gara d’addio di Mihajlović a Novi Sad, come raccontato da quest’ultimo in un’intervista al CorSport:Anche se ci eravamo allontanati, il giorno della morte di mio padre mi mandò un telegramma. Quando la Roma era allenata da Zeman, poi, andai a vedere gli allenamenti dei giallorossi da ct della Serbia e Francesco, appena mi vide a bordo campo, con il suo fare scherzoso mi venne incontro dicendomi: “Chi ti ha dato il permesso di entrare qui, a casa mia?”. Gli risposi: “Pensi debba chiedere il permesso a te? Io qui vengo quando mi pare”. E ci abbracciammo».

I più distratti forse non ricorderanno che nel 1993 fu Mihajlović, allora proprio alla Roma, a suggerire a Boškov di fare esordire Francesco Totti nel massimo campionato a Brescia: “Portiamo questo ragazzino con noi, è bravo, se ci va bene lo facciamo esordire. Vincevamo 2-0 mancavano 15 minuti alla fine, mi avvicinai alla panchina e chiesi al mister di metterlo dentro”.

AMBIENTE – Detto ciò, nelle varie riflessioni fatte dalla dirigenza giallorossa sul nome del serbo (carattere e profilo giusto per risollevare la Roma), c’è un aspetto che pesa più di tutti: l’impatto ambientale. Il timore è che ci sia un vero e proprio rigetto della piazza al nome del serbo.
I tifosi giallorossi vedono Mihajlovic come un simbolo laziale (126 presenze e 20 reti), come lui stesso si è sempre professato: “Io sono biancoceleste. Per quello che ho vinto e per quello che mi hanno dato i tifosi della Lazio. Rispetto la Roma e i suoi sostenitori, ma io sono laziale”. Così come lo sono i figli di Sinisa, Dusan e Miroslav, entrambi giovani calciatori e tifosi biancocelesti.

Il Bologna attende una risposta da Mihajlović nei prossimi giorni, lui attende di capire quanto la Roma faccia sul serio, avendo già fatto sapere ai diretti interessati che non ci sarebbe trattativa: direbbe sì senza dubbi alla proposta giallorossa.

 

 

 

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