La prestazione della Roma a Praga due giorni fa è stata definita “inaccettabile”, “ingiustificabile”, o meglio, “orribile” da parte di Mourinho. Una serata amara per i giallorossi, arrivati in Repubblica Ceca con tre punti e due gol di vantaggio sullo Slavia, vanificati da una partita pessima, praticamente non giocata. Il primo posto non dipende più dalla Roma, che attualmente si trova al secondo posto e deve guadagnare sei punti sperando poi nella differenza reti o in un passo falso dello Slavia. Mourinho non ha gradito la gestione del match, e questa volta la critica è stata rivolta a tutta la squadra, senza esclusione alcuna.
Dopo il fischio finale, lo Special One ha imposto il silenzio stampa, fatta eccezione per Belotti che aveva già parlato. Tuttavia, Mourinho ha messo sotto accusa l’intera squadra, senza risparmiare nessuno. L’unico a sfuggire alle critiche è stato Bove, preso come esempio di impegno e interpretazione della partita, anche se in realtà è stato utilizzato come pretesto per mettere gli altri giocatori alle strette. È la prima volta che il tecnico portoghese “contestava” l’intera squadra, anche in situazioni più drammatiche dal punto di vista sportivo, come accaduto a Bodo. Il post-partita è stato incandescente e ha evidenziato la differenza di personalità, esperienza e professionalità tra Mourinho e i suoi giocatori. Il derby è stato anche menzionato, diventando un ponte tra la deludente prestazione a Praga e il resto della stagione.
“Nessuno lo sente più di me”, ha dichiarato Mourinho in conferenza stampa, utilizzando un’iperbole per sottolineare il suo coinvolgimento emotivo. Immediatamente dopo il triplice fischio, l’interesse principale di Mourinho era lavorare sulla psicologia della squadra, cercando una reazione nel derby, che ora diventa cruciale. Contro Sarri, la Roma si gioca non solo punti, ma anche credibilità e possibilità future. Lo scrive il Tempo.


