C’era una volta Roma Caput Mundi. Lo era per i romani, nel momento più aureo dell’impero, lo è stato come pensiero fisso anche per Dan e Ryan Friedkin. Quando? Per la prima volta a novembre del 2019. Sbarcarono nella capitale con uno stuolo di avvocati e consiglieri. Prima visita allo Studio Tonucci, poi Trigoria. Il deal giallorosso era in fase embrionale, ma loro con serietà e grande entusiasmo volevano chiudere il prima possibile.
Poi arrivò il covid, una trattativa che sembrava in dirittura che clamorosamente saltò al momento delle firme, negli uffici della Raptor di Pallotta a New York. La Roma passò mesi in balia degli eventi, ma la famiglia texana non demorse e chiuse a luglio l’acquisto del club, nel tripudio della tifoseria che visse quella notte come una liberazione.
Dan e Ryan avevano studiato perfettamente ciò che era accaduto. Conoscevano conti, problematiche, avevano studiato per mesi le soluzioni da adottare. Capirono soprattutto che stare qui, nella capitale, fosse un valore e non un disvalore. Compresero che la Roma aveva bisogno di una presenza assidua, anche perchè Pallotta era riuscito nell’intento di battere il record di assenza fisica di un presidente nella storia romanista (oltre 500 giorni di distanza) nell’ultimo, triste e contestato biennio della sua gestione.
Dal resort di Ladispoli – tra un inseguimento e un depistaggio – ad una lussuosa abitazione del centro, dalla ristrutturazione di Trigoria con la realizzazione di un appartamento blindatissimo con tanto di camino, all’edificazione di una torretta per seguire dall’alto gli allenamenti.
Le trasferte con la squadra, la presenza fissa in tribuna autorità, prima in uno stadio desolatamente vuoto causa covid, poi nel meraviglioso scenario dei sold-out senza soluzioni di continuità. Il volto orgoglioso e soddisfatto di Dan e Ryan, inquadrato costantemente dalle telecamere, uno sguardo costante a Trigoria su tutto, l’aria nuova descritta da tanti tesserati che avevano attraversato le due ere americane: “E’ cambiato il mondo, ora sentiamo la pressione e la serietà di una proprietà che vuole raggiungere grandi risultati”, raccontavano giocatori pubblicamente e tanti dipendenti off records.

Mourinho, i viaggi internazionali a bordo dei due aerei di famiglia, gli sbarchi festosi a Ciampino, Tirana e il trofeo sollevato dinanzi alla Curva su spinta di alcuni calciatori, poi i festeggiamenti sul pullman in giro per il centro di Roma. Avevano Roma e la Roma ai loro piedi. Poi qualcosa si è irrimediabilmente spezzato.
Dan e Ryan Friedkin non entrano a Trigoria dai primi di settembre. Sono trascorsi quasi due mesi. Dopo l’esonero di De Rossi, la scelta di Juric e l’addio tumultuoso della CEO Souloukou, non sono più tornati. Nel frattempo l’aria di contestazione è montata sempre di più, tra scioperi, striscioni e pupazzi di King Kong abbandonati dinanzi ai cancelli del centro sportivo.
Perchè i Friedkin hanno abbandonato la Roma al loro destino? Nonostante continuino a sostenere ai pochi che li conoscono, che non abbiano nessuna intenzione di cedere il club, la desertificazione della società sul piano strutturale e sportivo, per logica spinge a pensare il contrario. Non si sa cosa pensino, non hanno quasi mai parlato, non si sa cosa vorranno fare del club. E mentre cresce il senso di disorientamento oltre al numero di domande senza risposte, i Friedkin fanno il giro del mondo non in 80 giorni, ma molti meno. La scorsa settimana il primo imbarco, con uno spostamento su continente americano, da New York a Los Angeles I primi di novembre il ritorno in Europa con approdo a Londra dove c’è una delle principali sedi del The Friedkin Group (probabilmente per curare da vicino la chiusura dell’affare Everton).
Due giorni fa sono ripartiti direzione Parigi. Poi ieri sera un nuovo lungo viaggio. Hanno sorvolato le Baleari, successivamente sono sbarcati in Africa, per poi spostarsi a Creta. Possibile sia un viaggio d’affari legato ai diversi resort del gruppo sparsi in alcuni paradisi terrestri. Ovunque tranne che Roma. E la domanda resta sempre la stessa: perchè hanno abbandonato la Roma?



Magari cascano
Film già visto
Che devono fare nella capitale se i maggiori affari si fanno per il mondo?
Loro hanno comprato la Roma, le riunioni si fanno in conference call, siamo nel 2025 , non negli anni 90 dove non esisteva il cellulare, ne Facebook ne internet… sveglia!
How come you run away from the first criticism? Aren’t you badass Texans anymore? Umm… the smell in the air is chicken shit! Don’t longer Texas in my Rome!
Magari casca l’aereo
Menomale che dovevano essere i custodi della As Roma vergognatevi tutto fumo e niente sotto
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Per la 1 volta sta squadra mi fa solo vomitare e non mi frega più di quello che fanno tornerò a seguire solo quando sto texano busta de piscio non sarà più il presidente.
vigliacchi 🤡🤡 se esiste il karma……
Io non guardo mai le partite di quelli tranne quando ci sono i derby ma da quello che sento anche ieri a quelli hanno regalato un rigore con cui hanno vinto la partita. Ma tutti i torti arbitrali che ci hanno fatto in queste partite significa che siamo una società che non conta nulla. Senza togliere che quest’anno abbiamo una squadra che fa ridere,però datece quello che ci spetta e forse qualche punto in più lo avevamo.