I toni restano volutamente soft. Perché, alla fine, cercare un capro espiatorio in un ambiente di lavoro non porta mai risultati. Soprattutto quando, come Gasperini, sai che la controparte gode della fiducia della proprietà e che alcune trattative di mercato non si sono concluse semplicemente perché improponibili.
È il caso dello scambio Dovbyk-Gimenez: dopo tre giorni di tira e molla, proprio quando sembrava tutto definito, alla Roma è stata presentata una richiesta di riscatto per il messicano quasi doppia rispetto al valore che il calciatore avrà a bilancio nel giugno 2026. Una cifra inaccettabile per il ds Massara – Il Messaggero.
«Come spesso accade, le ultime ore sono sempre le più complicate. La Roma aveva ancora voglia, e in parte anche necessità, di concludere qualche operazione. Ma queste, pur con una società molto disponibile sul piano economico, non avrebbero garantito un reale vantaggio tecnico». Così parla Gasperini, con la delicatezza di chi si muove in un negozio di cristalli: accenna, lascia intendere, ma senza affondare.
Alla domanda diretta sui rapporti con Massara, il tecnico glissa, ricordando che si tratta di “mestieri diversi”. Si capisce comunque che si aspettava di più: «La priorità era l’attacco e c’erano figure molto interessanti per me, avrei voluto una presenza maggiore per riuscire a prendere quei giocatori individuati». Non fa nomi, ma i riferimenti sono a Sancho e Fabio Silva. Ora si ritrova con elementi che pensava di salutare – Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi – ma che non intende scaricare.


