Ieri Ranieri non si è visto a Trigoria per evitare qualsiasi contatto con Gasperini. Ormai il rapporto tra i due è insanabile, come dimostrano il silenzio in cui si è chiuso il dirigente e la distanza che ma messo con il tecnico. Sarà una separazione tutt’altro che consensuale, figlia anzi di uno strappo che può riassumersi in un “o io o lui”. Come scrive il Corriere dello Sport, Ranieri avrebbe pensato anche alle dimissioni, forse per allarmare la proprietà e convincerla a fare una scelta.
Il clima generato da questa frattura è diventato ingestibile, tanto da influenzare anche la squadra che mai come ora dovrebbe essere concentrata solamente sul campo. Ma a segnare la distanza tra Ranieri e Gasp, è stata la frase che ha etichettato il tecnico come la quarta scelta della Roma: “Abbiamo posto 5-6 allenatori in estate, tre poi non sono venuti e alla fine ha deciso la società”. Gian Piero non si aspettava un attacco frontale di questa portata in un momento così delicato della stagione.

Reazione tardiva dei Friedkin
Ranieri stesso a suo tempo non immaginava che l’allenatore potesse mettere in discussione gli acquisti e per certi versi anche la strada intrapresa della proprietà, così ha deciso di rispondere in modo netto. Anche se i toni, o la natura del suo intervento, non erano concordati con i Friedkin. La proprietà, in qualsiasi caso, non ha usato il pugno duro e questo significa che pur restando spiazzata dallo sfogo ne ha condiviso quantomeno alcune sfumature. Così il presidente, che considera ottimo il lavoro del tecnico e altrettanto irrinunciabile il supporto del dirigente, ha tentato di mediare per rimettere insieme i pezzi. Troppo tardivamente però.
L’assenza dei Friedkin da Trigoria hanno appesantito il clima interno. Nessuno oggi può dirsi sicuro di proseguire. Dopo gli addii di Mourinho e De Rossi, Friedkin eviterebbe volentieri di inciampare in un altro danno di immagine. Lo strappo è dunque figlio di una lacerazione che si è consumata per mesi senza che nessuno ponesse rimedio.


