La vittoria della Roma a San Siro contro l’Inter, decisa dal gol di Matias Soulé, è stata accompagnata anche da alcune polemiche per la direzione arbitrale di Michael Fabbri. Il fischietto di Ravenna ha gestito complessivamente bene la gara, mantenendo un metro di giudizio piuttosto coerente e senza perdere mai il controllo della sfida, particolarmente intensa sul piano fisico.
A incidere sulla valutazione della sua prova è però un episodio accaduto nei minuti finali: la trattenuta prolungata di Ndicka su Bisseck resta dubbia, nonostante Fabbri, supportato dal VAR, abbia ritenuto il contatto regolare.
LA MOVIOLA DEI QUOTIDIANI
LA GAZZETTA DELL SPORT – VOTO 5
AL 3′, Mancini trattiene Lautaro in situazione pericolosa: giallo giusto e non da rosso per mancato possesso e difendente in… agguato. AL 6′, gol annullato a Frattesi: fuorigioco. Al 17′ manca il giallo a Koné su Barella: pallone a media altezza, i tacchetti del romanista impattano la tibia dell’interista. AL 45′, giallo a Lautaro per la manata a Mancini che crolla: eccessivo. AL 35′ e al 42′ s.t., in area-Roma, niente fra Ndicka e Dumfries. AL 43′, evidente trattenuta molto prolungata di Ndicka a Bisseck e nel duello non esiste fallo dell’interista. Il romanista si preoccupa dell’uomo disinteressandosi della palla: era rigore.
CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6
Partita complessa per Fabbri, che pure ha tenuto la barra dritta, senza cambiare metro tecnico e disciplinare: corretto fischiare contro Dumfries le trattenute reciproche con Ndicka (e sempre l’interista ad iniziare), c’è più d’un dubbio sulla rischiosa (molto) trattenuta dello stesso Ndicka su Bisseck nel finale. Siamo al limite.
TUTTOSPORT – VOTO 5
Fabbri arbitra bene per lunghi tratti Inter-Roma, una gara in equilibrio per 90 minuti, salvo poi cadere nel finale in oc-casione di un episodio molto contestato. Inizia sin da subito a fischiare e ammonire e questa scelta lo ripaga: il direttore di gara ravennate chiude infatti il match con 20 falli e 3 gialli. Due i cartellini estratti nel primo tempo. Pronti via, subito un’ammonizione (corretta) per Mancini dopo un contatto con Lautaro: è vero che il capitano nerazzurro si lascia andare, ma il difensore lo cintura con due braccia. Allo stesso modo corretto anche ammonire lo stesso numero 10 dell’Inter, che con un gesto di stizza spinge all’altezza della nuca Mancini. Sempre nel primo tempo, poi, è corretta la scelta di annullare il gol del momentaneo vantaggio dei nerazzurri. Nel finale proteste dell’Inter per un possibile calcio di rigore su un contatto tra Ndicka e Bisseck. Un episodio al limite: se guardiamo l’ultima parte dell’azione il tedesco si lascia cadere, ma se si analizza l’azione nella sua interezza il corpo a corpo si trasforma in una trattenuta fallosa. Ndicka (inizialmente dando le spalle al pallone) trattiene con due braccia l’avversario, che è bravo a mettersi davanti e andare in vantaggio. La decisione più corretta sarebbe stata quella di concedere il penalty.


