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Cottarelli: “Così si può ripartire dal punto di vista economico dopo l’emergenza”

“Solitamente dopo un’emergenza sanitaria l’economia riesce a ripartire piuttosto rapidamente”

Intervenuto sulle frequenze di Teleradiostereo, il professor Carlo Cottarelli, economista di fama internazionale, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

C’è speranza a livello economico dopo questa pandemia?

Se si guarda l’esperienza delle epidemia passate, di solito una volta superata l’emergenza sanitaria, l’economia riesce a ripartire piuttosto rapidamente. Questa però è una pandemia in un mondo globalizzato, dobbiamo vedere quanto durerà, c’è il rischio che ci possa essere una seconda ondata. E’ tutto ancora molto incerto. Adesso siamo ancora in piena emergenza, una volta passato questo periodo, poi ci sarà il problema di creare la domanda, la gente inizialmente si terrà prudente, si cercherà di non spendere. In un contesto simile, la spesa pubblica deve essere spinta verso l’alto per far ripartire il motore.

Ci sono reparti che stanno soffrendo tantissimo, come il turismo o il mondo delle auto. Come si può ripartire?
I governi devono prendere delle misure, devono rendersi protagonisti di azioni per attenuare il livello di crisi dell’economia. Nella fase 2, ovvero quella della ripresa della produzione, ci vorrà una spinta sul deficit pubblico, però sarà importante capire come si dovranno spendere questi soldi pubblici. Ci sono due possibilità: o dai i soldi agli italiani, specialmente a coloro che hanno i redditi più bassi, ma è pericoloso perché poi si rischia quei soldi vengano risparmiati dalle famiglie. Un’altra possibilità è che lo Stato stesso rilanci gli investimenti pubblici che facciano ripartire direttamente la domanda.

Che cosa si è sbagliato in questi anni con la sanità?
Adesso lo Stato sta spendendo di più. Tra il 2000 e il 2010 le spese sanitarie sono aumentate tantissimo. Fino al 2016 poi è rimasta fissa, intorno ai 110 miliardi. Dal 2017 ad oggi la spesa sanitaria ha ripreso a crescere e prima del Coronavirus doveva essere sui 119 miliardi. In sostanza, i tagli ci sono stati, non sono stati così grandi come si vuol far apparire, ma in termini di potere d’acquisto c’è stata una riduzione. Come spesa sanitaria, stiamo sotto alla Francia e Germania, ma stiamo sopra a Spagna e Portogallo.

Che Europa sarà dopo la pandemia?
Credo sarà diversa. Ci sono due possibilità, molto banali: o si va verso un isolamento degli stati membri oppure si fa un salto in avanti con l’intento di lavorare in modo comune. Una cosa che sarebbe utile fare è quello che avviene negli Stati Uniti: lì c’è un bilancio federale, che può andare in deficit quando è necessario. L’ equivalente in Europa sarebbe l’emissioni di eurobond da parte di un bilancio dell’Unione Europea, che possa andare in deficit. In poche parole emettere titoli di Stato che non facciano indebitare un singolo Paese, ma tutta l’area nel suo complesso, che li venderebbe a tassi di interesse molto bassi.

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